Prosegue la lenta crescita di occupati dopo i mesi di lockdown, ma restano ancora lontani i livelli pre-Covid. Ad agosto, certifica l’Istat, l’occupazione su base mensile fa segnare un +0,4% con 83mila occupati in più. In termini assoluti il numero delle persone occupate “è ancora inferiore di oltre 350mila unità” rispetto a quello di febbraio 2020. Su base annua il calo risulta dell’1,8%, pari a -425mila unità. Rimane “più elevato sia il numero di persone in cerca di lavoro, di circa 70mila unità, sia quello degli inattivi, di oltre 250mila unità”.

La risalita dell’occupazione riguarda “soprattutto” gli uomini e i lavoratori autonomi. Dunque non si rinnova l’effetto ripresa sul lavoro delle donne che si era visto a luglio. Mentre gli autonomi si prendono una rivincita, con 67mila unità in più dopo il calo di 60mila unità registrato il mese precedente. L’aumento su base mensile è particolarmente intenso tra i minori di 35 anni (+1%, pari a +50mila unità). Il tasso di disoccupazione scende lievemente al 9,7% (-0,1 punti rispetto a luglio) ma quella giovanile cresce ancora, arrivando al 32,1%. La diminuzione delle persone in cerca di lavoro su luglio è pari a 23mila unità (-0,9%) e riguarda le donne e gli ultra 25enni. In calo anche il tasso di inattività, che scende al 35,5% (-0,1 punti sempre rispetto a luglio).

“Nei dodici mesi, il calo non riguarda i lavoratori permanenti, che crescono dello 0,9% (+135 mila), ma soltanto i dipendenti a termine (-14,0% pari a -425mila) e gli indipendenti (-2,5% pari a -135mila)”, spiega ancora l’Istat.

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