“Nelle ultime ore sono state superate tutte le soglie di allerta“. Il ministro della Salute francese Olivier Véran ha scelto l’ospedale parigino di Bichat come sede della conferenza stampa per lanciare l’allarme sull’impennata dei contagi registrata nella Capitale. La definisce una “situazione molto preoccupante”. Così tanto che, se nei prossimi giorni non dovesse esserci alcun segnale di miglioramento, da lunedì Parigi e la sua banlieue diventeranno “zona di allerta massima”. A quel punto, come già avvenuto a Marsiglia e in Provenza, scatteranno la chiusura totale di bar e ristoranti, divieto di palestre, feste all’aperto e al chiuso, raduni, riunioni e piccoli assembramenti. “Un peggioramento degli indicatori” è stato osservato in altre 5 città: Lille, Lione, Grenoble, Tolosa e Saint-Etienne, mentre ci sono timidi segnali di rallentamento del virus proprio a Bordeaux, Nizza e Marsiglia, a testimonianzna dell’efficacia delle misure restrittive adottate nelle ultime settimane. Il ministro considera “questi segnali di speranza come segnali di incoraggiamento” per proseguire gli sforzi. Specie alla luce dei dati odierni sui contagi: nelle ultime 24 ore sono 13.970 i nuovi casi di positività al Covid-19, ancora in aumento dopo i 12.845 contagi di ieri. In base ai dati diffusi dal ministero della Sanità pubblica, si contano anche altri 63 morti, con il numero totale dei decessi da inizio epidemia che ormai ha superato quota 32mila.

Secondo il ministro, le fasce della popolazione più colpite sono quelle più vulnerabili (over 65), tanto che la percentuale di letti in rianimazione occupati da pazienti Covid-19 ha superato il 30%. “Vogliamo aspettare che questa tendenza si consolidi – ha spiegato – poi già domenica, con la sindaca Anne Hidalgo, faremo il punto”. Se il peggioramento si confermerà, la capitale finirà da lunedì, per 2 settimane, nel girone di Marsiglia ed Aix-en-Provence. Un divieto che la capitale vuole a tutti costi evitare visto il prezzo altissimo pagato con il lockdown dagli esercizi commerciali ma che rischia di essere quasi inevitabile. Il ministro ha poi insistito sul fatto che oltre alla chiusura dei locali pubblici è indispensabile che gli abitanti delle zone in “massima allerta” si astengano da feste private o riunioni familiari, “una delle situazioni in cui più vengono abbassate le difese e aumentano i contagi”.

Nel resto d’Europa continua a preoccupare la situazione in Germania, tornata di nuovo sopra i 2.500 casi giornalieri in 24 ore. È la seconda volta in pochi giorni: come già accaduto sabato scorso, secondo il nuovo bilancio del Robert Koch Institut oggi sono stati registrati 2.503 casi. Dall’inizio della pandemia, nel Paese guidato da Angela Merkel si contano quindi 291.722 contagi e 9,500 morti. Nei giorni scorsi, la cancelliera ha ribadito la sua preoccupazione per la diffusione dell’epidemia, sostenendo che se l’aumento delle infezioni continuasse a questo ritmo si potrebbe arrivare per Natale a 19.200 casi nuovi al giorno. Merkel ha anche ribadito che la Germania punta ad evitare nuovi lockdown generalizzati e intende agire in modo locale e mirato. A partire dalle scuole, che a suo dire dovranno restare aperte il più a lungo possibile.

In Regno Unito, invece, cala per il secondo giorno fila il numero dei contagi giornalieri (anche se lievemente). Nelle ultime 24 ore sono tornati di poco sotto quota 7mila: a 6.914, circa 200 meno di ieri, a fronte di un nuovo record europeo in assoluto di tamponi quotidiani eseguiti (255mila). In leggera discesa sono pure i decessi registrati nelle 24 ore (59 contro 71 di ieri), mentre il totale dei ricoveri attuali negli ospedali dell’intero Paese sale di non più di una ventina di pazienti: 2.276, di cui 332 assistiti con il ventilatore in terapia intensiva.

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