Ancora una volta Essere Animali ha documentato terribili violenze inflitte ai maiali, questa volta in un allevamento fornitore del noto marchio Fratelli Beretta. Dopo l’indagine, l’organizzazione ha deciso di sporgere denuncia alle autorità competenti. I maltrattamenti sono stati filmati con una telecamera nascosta da un investigatore, assunto per un mese e mezzo come operaio in un allevamento in provincia di Reggio Emilia. Le immagini sono state in parte trasmesse dal Tg1 il 4 settembre scorso, in un servizio curato dalla giornalista Roberta Badaloni.

Le problematiche principali riscontrate all’interno dell’allevamento consistono principalmente nei ripetuti maltrattamenti sugli animali e nelle pessime condizioni igienico-sanitarie presenti nello stabilimento. Le violenze vengono perpetrate sia dagli operai che dal titolare dell’allevamento. Durante gli spostamenti i maiali vengono movimentati con violenza: sono presi a calci o colpiti con oggetti contundenti, oppure afferrati per le orecchie e sollevati da terra. In un caso i filmati mostrano un maiale scaraventato al suolo con la pala di un trattore. Il maiale è vivo, ma ruzzola senza reagire.

Quando ammalati, gli animali vengono abbandonati al proprio destino senza le adeguate cure veterinarie, senza cibo, né acqua. Per questo motivo la morte giunge per stenti, dopo una lenta agonia. Agonia che spetta anche agli animali gravemente malati che vengono abbattuti in maniera irregolare.

La legge impone che gli animali debbano essere prima storditi e poi immediatamente iugulati per risparmiare loro sofferenze inutili ma, come confermato dalle immagini e dalle parole del titolare, in questo allevamento l’abbattimento d’emergenza viene effettuato sottoponendo i maiali al solo stordimento, effettuato con la pistola a proiettile captivo. Una procedura questa che presenta notevoli rischi sanitari, in quanto viene effettuate nei recinti assieme agli altri maiali, che vengono a contatto con il sangue e i liquidi degli animali appena abbattuti. Inoltre, assistendo alla scena, i compagni di recinto subiscono un forte stress emotivo e corrono il rischio di essere feriti.

Lo stress porta gli animali a essere aggressivi con gli altri, tanto che alcuni mordono la coda ad altri individui. In un filmato si vede un operatore che strappa i denti a un maiale adulto usando un paio di pinze senza la somministrazione di anestesia e analgesia. La colpa dell’animale è proprio quella di aver morsicato la coda dei compagni. Asportare i denti in questo modo è un’operazione vietata dalla legge che, oltre a causare sofferenza all’animale, aumenta la probabilità del ricorso agli antibiotici, già eccessivamente usati nel comparto zootecnico italiano.

Come accade spesso negli allevamenti che Essere Animali visita, all’interno dei capannoni la sporcizia e l’incuria sono ricorrenti. I maiali sono obbligati a vivere su pavimenti di cemento e senza l’agio di una lettiera pulita e asciutta. Per questa ragione sono costretti a dormire sui loro stessi escrementi. Il mangime che viene dato loro è molto liquido ed è inoltre spesso mescolato alle loro feci: le sponde delle mangiatoie sono troppo basse per evitare che gli animali ci entrino.

Durante la giornata i maiali non hanno alcuno stimolo perché gli arricchimenti ambientali sono inadeguati e insufficienti. Tutto questo rende la loro breve vita ancora più difficile. Cambiano gli allevamenti, ma non cambiano le condizioni che Essere Animali trova al loro interno. Bisogna fermare tutto questo: firma anche tu la petizione!

Fatto for future - Ricevi tutti i giovedì la rubrica di Mercalli e le iniziative più importanti per il futuro del pianeta.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

A New York è comparso il Climate Clock. Ma non credo che la minaccia di un’apocalisse funzioni

next
Articolo Successivo

“I due ghiacciai più grandi dell’Antartide stanno crollando”. Le immagini dai satelliti

next