Mai così in basso. Il rendimento dei Btp decennali collocati oggi sul mercato (titoli per 4,5 mld di euro) si è attestato allo 0,89% il livello più basso di sempre. Significa che ogni anno lo stato italiano pagherà interessi pari a soli 40 milioni. Il Tesoro ha anche assegnato in asta Btp a 5 anni per 2,5 mld, in questo caso la cedola è dello 0,35%. Scadenze più brevi offrono già rendimenti negativi. Il livello dei rendimenti italiani rimane comunque tra i più alti dell’ area euro.

Più gli interessi scendono più si riduce la convenienza del ricorso ai prestito dell’Ue. Tra questi il Mes sulla cui scadenza decennale si paga circa lo 0,1%. Domenica scorsa il governatore dei Banca d’Italia Ignazio Visco ha affermato, nel suo intervento al festival dell’Economia di Trento, che “da un punto di vista economico” il Mes “ha solamente vantaggi: non si va sul mercato, è a lunga scadenza, a condizioni buone e la condizionalità è solamente spendere i soldi nel settore per il quale è stato disegnato questo fondo”. Visco ha tuttavia ammesso che “c ‘è il problema dello stigma, va affrontato in modo ragionevole e trasparente”.

In sostanza il fenomeno dello stigma si verifica poiché i mercati guardano con un qualche sospetto uno stato che rinunci a finanziarsi autonomamente per ricorrere ad altre forme di prestito. Può essere interpretato come un segnale di debolezza e in tal caso gli investitori o vendono i titoli del paese coinvolto e/o chiedono interessi più alti per comprarli. In entrambi i casi un danno per le finanze pubbliche e per le banche del paese. Considerando che l’Italia ha oggi in circolazioni Bot e Btp per quasi 2mila miliardi di euro, basta davvero poco per far svanire in un batter d’occhio qualsiasi eventuale beneficio finanziario del Mes.

Visco ha affermato che “Lo stigma è legato a un cattivo uso dei fondi o a una cattiva comunicazione” ma “mi chiedo perché uno ha paura di mostrare che utilizza bene dei fondi, anzi se lo mostra ha maggiori facilità di raccolta sul mercato a condizioni migliori di quelle che ora, pur migliorate, non sono ancora vicine a Spagna e Portogallo”. Sta di fatto che al momento nessun paese euro, neppure Cipro, ha fatto richiesta di questi fondi.

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