“Ognuno è libero di valutare autonomamente se l’azione del governo è stata soddisfacente o meno ma sarebbe corretto riconoscere che questo governo è riuscito ad attenuare l’impatto dell’emergenza con una mobilitazione di risorse che non ha precedenti”. Parte con una stoccata l’intervento di Giuseppe Conte all’Assemblea di Confindustria. Poco prima dal palco il presidente degli industriali Carlo Bonomi aveva punzecchiato l’Esecutivo. Poi i toni si fanno più morbidi. “Con lo stesso spirito di unità, così come abbiamo affrontato la sfida della pandemia, dobbiamo ora contribuire tutti insieme a vincere la sfida della ripartenza. Ce la possiamo fare. Questa pandemia ci ha resto tutti più forti” ha proseguito il presidente del Consiglio.

Conte accoglie l’appello alle riforme ma precisa “La parola riforme è stata collegata” in passato “a politiche di austerità. Queste misure hanno avuto un costo sociale enorme. Le riforme di cui abbiamo bisogno oggi sono quelli che ci possono permettere di porre da un lato la Pa nelle condizioni di spendere miliardi di euro in investimenti materiali e immateriali, e dall’altro di rendere l’ambiente normativo più favorevole alle imprese e agli investimenti privati. Si tratta di semplificare gli appalti pubblici, di riformare la giustizia civile e tributaria e di rendere più attrattivo il contesto normativo”. “Non siamo affatto convinti che ci sia uno Stato buono e un privato cattivo, ha continuato il capo del governo, basta guardarsi intorno per vedere che i migliori casi sono frutto della collaborazione tra pubblico e privato”

In merito poi ai finanziamenti che arriveranno con il Recovery fund, Conte ha spiegato che il governo si doterà “di uno strumento normativo ad hoc, non c’è altra strada. Una struttura dedicata con norme specifiche e soggetti attuatori dedicati che ci garantisca trasparenza e tempi di attuazione certi. Ci sarà anche una piattaforma digitale per controllare lo stato di avanzamento delle opere” .

Alla proposta di Bonomi di lanciare un nuovo Patto per l’Italia che coinvolga Confindustria, governo e sindacati ha replicato il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli. “L’’Italia può realizzare il ‘Patto per il Paese solo ad una condizione, che lo si faccia tutti assieme. Non possiamo far prevalere il senso della contrapposizione. La storia ci guarda, ci guardano i nostri figli”, ha affermato il ministro. Per un tipo di proposta che in passato non ha mai avuto esiti particolarmente felici, non si raccolgono per ora manifestazioni di entusiasmo. Scettico il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri: “fare un patto è complicato se la partenza è diversa. Lui fa riferimento a Max Weber, noi a Stiglitz e Ester Duflo. Lui parla di disuguaglianze di reddito noi di disuguaglianze sociali. Non abbiamo mai sentito – segnala poi Bombardieri – nella relazione, mi pare, un ringraziamento a lavoratrici e lavoratori che nei mesi critici hanno fatto funzionare le aziende”. Più disponibile la leader della Cisl Annamaria Furlan che afferma”condivido l’appello a fare insieme, l’unico modo per riuscire a far ripartire il Paese e a creare più uguaglianza, equità e posti di lavoro per i tanti che non lo hanno”.

Conte e Patuanelli hanno ricevuto “in dono” il volume di 385 pagine ‘Il coraggio del futuro – Italia 2030-2050’, in cui Confindustria declina in dettaglio tutte le proposte e le misure che proponiamo al Governo per il rilancio dell’economia”.

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