Un fulmine a ciel sereno si abbatte sul Vaticano. “Oggi, giovedì 24 settembre, – si legge in un bollettino della Sala Stampa della Santa Sede – il Santo Padre ha accettato la rinuncia dalla carica di prefetto della Congregazione delle cause dei santi e dai diritti connessi al cardinalato, presentata da Sua Eminenza il cardinale Giovanni Angelo Becciu”. Una decisione che ha lasciato sconcerto nella Curia romana anche perché, fino al momento della sua pubblicazione, non era filtrato nulla dai sacri palazzi che facesse presagire un provvedimento così duro da parte del Papa. Nemmeno il diretto interessato immaginava un epilogo così burrascoso a poche ore dalla decisione di Bergoglio. “Preferisco il silenzio” è l’unico commento rilasciato da Becciu ai media al termine di quella che viene definita come “un’udienza choc” con Papa Francesco. Chi ha potuto sentirlo, subito dopo la pubblicazione dell’accettazione da parte di Bergoglio delle sue dimissioni, descrive un uomo profondamente rattristato per lo sconcertante epilogo della vicenda che lo ha visto protagonista. A quanto apprende ilfattoquotidiano.it, Becciu resta cardinale, ma senza i diritti connessi alla carica. Ovvero non potrà più entrare in un eventuale conclave ed eleggere il Papa, né essere membro dei dicasteri della Curia romana. Come avviene ai porporati che hanno compiuto 80 anni e perdono automaticamente il diritto di votare il nuovo Pontefice e decadono dai loro incarichi in Vaticano.

Becciu era finito nel mirino dell’inchiesta sull’immobile di lusso acquistato dalla Santa Sede a Londra, per un valore di oltre 200 milioni di euro, quando era sostituto alla Segreteria di Stato, ovvero “ministro dell’Interno” vaticano. Il cardinale si è sempre difeso respingendo ogni accusa e ribadendo che neanche un centesimo dell’Obolo di San Pietro era stato adoperato per l’acquisto dell’immobile e che il palazzo si era “molto rivalutato dopo la Brexit”, sostenendo fosse stato un buon investimento per il Vaticano. Aveva, infine, più volte ribadito di non essere mai stato indagato dal magistrati della Santa Sede e di essere sempre stato autorizzato a procedere dai suoi superiori. Riferimento chiaro al Papa e al cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin. Nell’inchiesta vengono prima sospesi e poi licenziati cinque funzionari vaticani tra cui l’ex direttore dell’Autorità d’informazione finanziaria della Santa Sede, Tommaso Di Ruzza, e monsignor Mauro Carlino, che era stato da poco nominato da Francesco capo ufficio informazione e documentazione della Segreteria di Stato, ma che precedentemente era stato segretario di Becciu quando quest’ultimo era sostituto.

Un provvedimento analogo a quello preso da Bergoglio nei confronti di Becciu risale al 2015 e fu assunto dallo stesso Pontefice nei confronti di Keith Michael Patrick O’Brien, il “cardinale molestatore”. In quel caso, Bergoglio accettò “la rinuncia ai diritti e alle prerogative del cardinalato presentata, al termine di un lungo itinerario di preghiera dal cardinale O’Brien”. Diverso e molto più duro fu, invece, il provvedimento contro Theodore McCarrick a cui il Papa prima tolse il cardinalato e poi lo ridusse allo stato laicale a causa dei suoi gravissimi reati di pedofilia. Prima di Bergoglio, l’ultimo Pontefice che aveva tolto la porpora a un cardinale era stato Pio XI. Papa Ratti, nel 1927, tolse la berretta rossa a Louis Billot che aveva pubblicamente solidarizzato con una rivista francese già oggetto di una censura da parte del vescovo di Roma. Ma in quel caso il provvedimento pontificio era stato dettato da motivi politici.

Becciu è da sempre considerato un uomo molto vicino e fedele a Papa Francesco. Quando l’allora cardinale arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, fu eletto 266esimo successore di Pietro, il 13 marzo 2013, si trovò proprio Becciu, allora sostituto della Segreteria di Stato, quale principale collaboratore. Un idillio che fu suggellato dalla porpora che Francesco volle conferire a Becciu il 28 giugno 2018, anticipandogli confidenzialmente qualche giorno prima questa sua decisione, e nominandolo prefetto della Congregazione delle cause dei santi. Precedentemente, il Papa aveva nominato Becciu anche delegato speciale presso il Sovrano Militare Ordine di Malta dopo il vero e proprio colpo di Stato messo in atto dai vertici di questo antico organismo.

Nato a Pattada, in provincia di Sassari, il 2 giugno 1948, Becciu è stato ordinato sacerdote il 27 agosto 1972 e si è incardinato nella diocesi di Ozieri. Dopo essersi laureato in diritto canonico, è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede il 1° maggio 1984 e ha prestato la propria opera successivamente presso le rappresentanze pontificie in Repubblica Centroafricana, Sudan, Nuova Zelanda, Liberia, Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti d’America. Il 15 ottobre 2001 San Giovanni Paolo II lo ha nominato nunzio apostolico in Angola. Il 15 novembre dello stesso anno Wojtyla lo ha nominato anche nunzio apostolico in São Tomé e Principe. Il 1° dicembre 2001 venne ordinato arcivescovo dall’allora cardinale Segretario di Stato, Angelo Sodano. Il 23 luglio 2009 Benedetto XVI lo ha nominato nunzio apostolico a Cuba. Il 10 maggio 2011 è sempre Ratzinger a sceglierlo come sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato. Il 15 giugno dello stesso anno venne anche nominato consultore della Congregazione per la dottrina della fede. Una volta ricevuta la berretta rossa da Bergoglio, il Papa lo nominò anche membro della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.

Twitter: @FrancescoGrana

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