Non solo imprenditrice digitale. Chiara Ferragni ora vuole evolversi dal brand legato al suo nome e alla sua immagine, che l’ha lanciata come realtà da 21 milioni di follower e attività valutate circa 40 milioni di euro. “È il lavoro che abbiamo iniziato due anni fa, – dice la Ferragni al Corriere Economia – quando sono diventata ceo di Serendipity, dopo aver già assunto la stessa carica in Tbs, la società che gestisce The Blond Salad”.

L’obiettivo è creare un marchio di lifestyle che “possa essere quotato in Borsa o confluire in un grande gruppo del lusso. Questo è il nostro goal, ma prima dobbiamo rendere marchio e azienda appealing: con una buona redditività e un giusto rapporto qualità prezzo, oltre a una diffusione e conoscenza internazionale del marchio perché competa realmente con altri del suo stesso livello, come Chloé o Kenzo”.

Il nuovo progetto si è reso necessario dopo un lungo ragionamento da parte della Ferragni e dei suoi soci. “I numeri erano in discesa – ha affermato – ed era importante cambiare obiettivo strategico. Pensavo a un brand non legato unicamente al mio personaggio e indirizzato solo ai miei fan. Ma un vero life style senza uno specifico target di età, sempre giocoso come sono io, ma che potesse piacere alla ragazzina come alla mamma. Il tutto con grande attenzione ai numeri, soprattutto alla redditività di medio lungo periodo”.

Unico problema in tutto questo? A volte sono gli uomini a crearli perché “non ci prendono sul serio”. Il riferimento pare sia ai dissapori con il socio Pasquale Morgese, ma la diretta interessata mette le mani avanti: “No, è rimasto azionista, non solo in Serendipity ma anche in Tbs, ha mantenuto la licenza delle calzature e non abbiamo alcuna questione legale”.

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