Intollerabile dopo dieci anni non sapere chi ha ucciso Angelo Vassallo. Ferisce la credibilità della giustizia e della Repubblica, troppe zone oscure vanno illuminate. Il mio Pd si impegnerà per la ricerca della verità”. Lo scrive in una lettera su carta intestata del partito il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Il destinatario è Dario Vassallo. L’oggetto è il decennale dell’omicidio di suo fratello, sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, commemorato ad Acciaroli, frazione marina del comune cilentano, il 5 settembre scorso. È una lettera breve ma ricca di contenuti, rivolta al fratello che presiede la ‘Fondazione Angelo Vassallo sindaco pescatore’. Fondazione che da dieci anni ne tramanda la memoria e lavora per mantenere accesi i riflettori su una vicenda piena di punti oscuri.

Con questa lettera anche Zingaretti, dopo Giuseppe Conte, interviene pubblicamente sul delitto Vassallo: “Caro Dario, ho saputo che la giornata di ricordo di tuo fratello – si legge – si è svolta con uno spirito di lotta per raggiungere la verità su quello che è accaduto. Ti voglio rassicurare: questo è anche l’impegno del Pd, di cui ora sono segretario. Intollerabile che a dieci anni dall’assassinio ancora non conosciamo i mandanti e gli esecutori con la rete che li ha sicuramente protetti. Tutto ciò lo sento come un fallimento di tutto il regime democratico”. “Ferisce – prosegue Zingaretti – innanzitutto te, i tuoi familiari, ma anche la credibilità della giustizia e di tutta la Repubblica. C’è stata troppa nebbia che va diradata. Troppe zone oscure che vanno illuminate”.

Nei giorni scorsi Conte ha scritto alla Fondazione: “Sento il dovere di esprimere i miei profondi sentimenti di partecipazione per la grave mancanza di risposte dinanzi a un fatto di sangue così grave”. E ha promesso che appena l’agenda glielo avrebbe consentito si sarebbe recato a Pollica ricordare il primo cittadino ucciso.

Dopo il segnale forte di vicinanza del premier, è arrivato anche quello del segretario dem. Che non era scontato, dopo le polemiche aspre e reiterate di Dario Vassallo contro il Pd campano che avrebbe ignorato, dimenticato, per non dire boicottato, la figura del sindaco pescatore, e dopo le mancate risposte alla richiesta di aprire una indagine politica sull’omicidio e sulle ragioni per le quali Vassallo fu ‘isolato’ dal partito sul territorio cilentano. Fino a rilasciare, pochi giorni prima di essere ammazzato, una clamorosa intervista al Corriere del Mezzogiorno con la quale dichiarava il suo apprezzamento per la Lega Nord, così si chiamava ancora, e al Sud non aveva ancora attecchito. Dopo la sua morte si scoprì che nel 2008 nessuno nel Pd prese in considerazione l’ipotesi di candidarlo alle elezioni politiche. Era sindaco dal 1995 ed era stato presidente della comunità montana, ed aveva innalzato Pollica in cima a tutte le classifiche per qualità dell’ambiente, della gastronomia, del turismo, del mare. Fino a trasformare uno sconosciuto borgo cilentano in una delle mete più ambite dell’estate.

Zingaretti si schiera dalla parte di chi ritiene Vassallo uno dei migliori amministratori della storia del territorio campano: “Ho un ricordo vibrante della figura di tuo fratello, un sindaco bravo e coraggioso, un simbolo di pulizia e di buon governo”. E conclude accennando al libro che Dario Vassallo ha scritto insieme all’autore di questo articolo, ‘La Verità Negata’ (Paper First), in libreria da una settimana. Un volume con il quale gli autori provano a fare luce sui misteri dell’omicidio e ripercorrono dieci anni di dolore per l’assenza di Angelo Vassallo. “Lo leggerò con interesse e molta attenzione”, assicura il segretario del Pd.

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