Da quando il campo profughi di Moria, situato sull’isola greca di Lesbo, è stato devastato da un incendio, sono migliaia i migranti rimasti senza un riparo. Dai video che arrivano dalla zona si vedono persone costrette a dormire per terra, c’è chi vaga per i villaggi alla ricerca di acqua e chi rimane seduto sull’asfalto, in attesa che le autorità trovino una soluzione. Il ministro per le Migrazioni Notis Mitarachi ha annunciato che un primo traghetto è stato inviato a Mitilene – la città più grande dell’isola – per fornire ospitalità a circa 2mila rifugiati su oltre 13mila, mentre nei pressi di quello che resta del campo sono stati allestiti alcuni ricoveri d’emergenza.

I primi Paesi a muoversi sul fronte europeo sono stati Francia e Germania, che hanno annunciato di voler ospitare 400 minori non accompagnati. Una decisione che è stata accolta in modo diverso in patria. Il numero due del Rassemblement National di Marine Le Pen ha chiesto al presidente Macron che i migranti siano “ricondotti verso i loro Paesi d’origine”, mentre 16 deputati tedeschi propongono di accogliere 5mila richiedenti asilo in Europa o anche solo a Berlino. Poi si è aggiunta l’Olanda, pronta ad ospitarne 100 (la metà dei quali minori). Sullo sfondo vanno avanti le trattative tra i Paesi Ue per assistere Atene con una redistribuzione dei profughi. Sull’isola è atteso il vice presidente della Commissione europea Margaritis Schinas per una visita d’ispezione.

“Il Parlamento europeo accoglie con favore la decisione di Francia e Germania di ricollocare i minori da Moria”, ha commentato su Twitter il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, precisando che la missione di Schinas in Grecia “sta dando i suoi frutti. Ci auguriamo che altri governi seguano il loro esempio. Tuttavia, abbiamo bisogno di soluzioni forti e durature per una politica migratoria umana ed efficace”, conclude Sassoli. Ancora più dura la cancelliera Angela Merkel: “Non possiamo essere soddisfatti della politica migratoria europea. In pratica oggi non esiste ed è un pesante fardello per l’Europa”.

Nel campo di Moria, infatti, considerato il più grande d’Europa, erano ospitati oltre 13mila migranti a fronte di una capacità di accoglienza di 2.800. Una situazione esplosiva, ulteriormente aggravata dall’emergenza coronavirus. Dopo un residente somalo risultato positivo, infatti, le autorità greche avevano disposto il lockdown nella zona. Decisione che ha fatto esplodere la rabbia dei profughi, già esasperati dalle durissime condizioni di vita, e che ha spinto un gruppo di persone ad appiccare gli incendi scoppiati tra martedì e mercoledì. Alcuni testimoni hanno riferito alla Bbc che almeno tre persone sono morte tra le fiamme, ma il ministero greco delle Migrazioni ha fatto sapere che non ci sono “perdite di vite” né feriti.

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