Un nuovo scontro tra Unione europea e Regno Unito fa allontanare la speranza di arrivare a un accordo per il dopo Brexit. Dopo un incontro d’urgenza a Londra tra il ministro britannico Michael Gove e il vicepresidente della Commissione Ue Maros Sefcovic, Bruxelles ha concesso al Regno Unito fino alla fine del mese per ritirare un disegno di legge che rimette in discussione alcuni impegni presi con l’accordo sull’uscita firmato il 31 gennaio, minacciando in caso contrario azioni legali e sanzioni. Ma Londra ha risposto a muso duro: il governo britannico “non vuole e non può” ritirare il contestato Internal Market Bill, ha detto Gove respingendo l’ultimatum. Se non si trova un’intesa entro il 31 ottobre, l’uscita sarà traumatica.

“Il Parlamento è sovrano per quanto riguarda il diritto interno e può approvare una legislazione che viola gli obblighi del Regno Unito nel trattato” e “non agirà in modo incostituzionale nell’attuare tale legislazione”, è la posizione del governo britannico, in una nota diffusa dalla Bbc.

Se dovesse passare in Parlamento, il testo contestato da Bruxelles cancellerà il potere dell’Ue di imporre controlli e dazi in caso di mancato accordo, dandolo invece a Londra. Controversa anche la questione del confine con il Nord Irlanda: il testo autorizza Londra ad annullare l’impegno a controllare merci di provenienza Ue al confine interno fra Irlanda del Nord e resto del Regno Unito, preteso a suo tempo da Bruxelles per garantire il mantenimento di una frontiera esterna senza barriere fra Ulster e Irlanda. Rivendica inoltre la possibilità britannica d’ignorare i limiti sugli aiuti di Stato in economia.

La misura, ha detto il premier secondo quanto riferito da Bbc, “garantirà l’integrità del mercato interno britannico” e darà potere a Scozia e Galles, “tutelando la pace nordirlandese”. L’Internal Markets Bill, ha detto Johnson, “proteggerà i posti di lavoro, la crescita, garantirà la fluidità e sicurezza del nostro mercato interno britannico, la prosperità”.

Il Regno Unito ha lasciato le strutture politiche dell’Ue il 31 gennaio, la fase di transizione durerà fino al 31 dicembre. Se la commissione speciale non dovesse trovare un accordo entro quella data, si andrà verso un’uscita no-deal.

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