“La comunità della scuola è risorsa decisiva per il futuro della comunità nazionale, veicolo insostituibile di socialità per i bambini e i ragazzi”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna a sottolineare l’importanza del sistema scolastico, e lo fa per celebrare il 150esimo anniversario della nascita di Maria Montessori, la scienziata e pedagogista che ha legato il suo nome a un metodo educativo adottato in tutto il mondo. Ricorrenza che arriva in un momento cruciale per la scuola, a due settimane dalla delicata riapertura dopo mesi di lezioni a distanza, mentre si discute di banchi, distanze, mascherine e scuolabus. “Comprendiamo ancor più l’importanza della scuola – sottolinea infatti il Capo dello Stato nel suo messaggio – dopo le chiusure imposte dalla pandemia. Esempi come quello di Maria Montessori esortano ad affrontare efficacemente le responsabilità di questo momento difficile”.

Nata a Chiaravalle, vicino ad Ancora, la Montessori fu la terza donna in Italia a prendere la laurea in Medicina: all’inizio del Novecento, cominciò a occuparsi dell’organizzazione degli asili: nel 1907 aprì la prima “Casa dei Bambini”, dove metteva in pratica le sue teorie educative. Nel 1909 le sue idee vengono raccolte in un volume, Il metodo della pedagogia scientifica, destinato a suscitare molto interesse anche oltreoceano, negli Stati Uniti. “La sua umanità, i suoi studi, la sua coraggiosa esperienza di educatrice, hanno impresso un segno profondo nelle scienze pedagogiche e indicato orizzonti nuovi per la scuola, a beneficio di milioni di giovani in ogni parte del mondo- ricorda Mattarella – Proprio negli anni più duri del Novecento Maria Montessori è riuscita a infrangere antichi pregiudizi, dimostrando la irragionevolezza di metodi di insegnamento basati sull’autoritarismo e contrastando pratiche di emarginazione ai danni di chi era sofferente o veniva considerato diverso, aprendo la strada a un percorso di crescita dei bambini basato sulla piena espressione della loro creatività, nella formazione responsabile alla socialità”.

Oggi nel mondo ci sono 22mila scuole Montessori tra nidi, materne, elementari, medie e superiori. Il suo “metodo”, afferma Mattarella, “ha varcato le frontiere e, nel suo nome, tantissime educatrici ed educatori, ragazze e ragazzi, hanno conferito alla scuola un valore di crescita nella conoscenza che, accanto al sapere letterario e scientifico, abbia lo sguardo rivolto allo sviluppo integrale della personalità degli alunni“. La Montessori si impegnò anche a favore all’emancipazione femminile: al Congresso Femminile di Berlino nel 1896, dove rappresentava l’Italia, pronunciò un famoso discorso sul diritto alla parità salariale tra donne e uomini, con oltre un secolo di anticipo sul tema del ‘gender pay gap’. Un aspetto ricordato anche da Mattarella, che definisce il suo percorso una “storia di libertà, di intelligenza, di creatività femminile”.

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