Nel comune di Sutri guidato dal sindaco Vittorio Sgarbi, nel viterbese, d’ora in poi chiunque indossa la mascherina “senza necessità” verrà multato. Lo ha deciso il primo cittadino con un’ordinanza firmata nelle scorse ore e destinata a far discutere. “Solo ladri e terroristi si mascherano il volto”, afferma il deputato in una nota. Per questo “è proibito l’uso della mascherina nella Città di Sutri all’aperto per evidenti ragioni di salute e al chiuso, salvo che in caso di assembramento, dalle ore 18.00 alle 6.00 del mattino, come specificamente indicato dal Dpcm del 16 agosto 2020″. Chi sarà visto portare la mascherina per proteggersi dal Covid-19, quindi, “sarà multato in ordine alla legge 533/1977 in materia di ordine pubblico che all’articolo 2 prevede che non ci si possa mascherare in volto”.

Per dare sostanza giuridica alla sua ordinanza, Sgarbi si richiama quindi alla legge degli anni Settanta che vieta “l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo”. Una norma che, aggiunge il sindaco di Sutri, “è potenziata con il decreto legge 155/2005”. Il motivo della decisione, conclude Sgarbi, deriva dal fatto che a suo parere “l’uso della mascherina in luoghi pubblici, salvo che per il personale dipendente, appare in evidente contrasto con il tempo dedicato alla nutrizione che prevede di assumere il cibo senza mascherina. Appare quindi contraddittorio che dopo aver mangiato senza mascherina ci si alzi da tavola mettendosela. Si tratta di forme ridicole di ostentazione che nulla hanno a che fare con le esigenze sanitarie“.

Il critico d’arte, oggi deputato del gruppo misto e in politica da una vita, sin dall’inizio dell’emergenza ha scatenato continue polemiche per le sue affermazioni sul coronavirus. “Andate in giro e non vi succederà niente”, diceva nel marzo scorso quando l’Italia era in procinto di iniziare un lockdown lungo oltre due mesi. Poi si è schierato con chi, come il medico del San Raffale Zangrillo, sostiene che “l’emergenza sia finita” dal momento che i ricoveri sono in calo. Risale a fine luglio la sua partecipazione al convegno anti-Covid finito nella bufera per le dichiarazioni del cantante Andrea Bocelli e per la presenza del leader del Carroccio Salvini. Due giorni fa, invece, oltre 20mila trentini hanno firmato una petizione (poi dichiarata ammissibile) per chiedere le sue dimissioni dalla guida del museo Mart di Rovereto.

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