L’ex presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva ha chiesto scusa alle famiglie delle vittime di Cesare Battisti riconoscendo “l’errore” di aver a suo tempo concesso asilo al terrorista italiano. In un’intervista al canale YouTube TV Democracia, il leader del Partito dei lavoratori ha detto di aver preso la decisione di non estradare Battisti perché il suo ministro della Giustizia di allora, Tarso Genro, era certo che l’ex membro dei Pac fosse “innocente”. “Ha ingannato molta gente in Brasile, non so se ha fatto altrettanto in Francia, ma la verità è che c’erano molte persone che pensavano che fosse innocente. E se abbiamo commesso questo errore, ci scusiamo senza dubbio”, ha detto Lula.

Battisti, 65 anni, è rinchiuso nel carcere di Oristano dal momento della sua estradizione e sta scontando l’ergastolo perché colpevole degli omicidi di Pierluigi Torregiani, Lino Sabbadin, Andrea Campagna e Antonio Santoro, commessi tra l’aprile 1978 e il febbraio 1979. Durante un interrogatorio del marzo 2019, l’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo aveva ammesso le sue responsabilità davanti al procuratore aggiunto di Milano, Alberto Nobili. “Fu una guerra giusta – disse – ma ora chiedo scusa alle vittime”.

Lula ha spiegato di aver “provato una grande frustrazione” quando ha saputo della sua confessione. Battisti, ha spiegato l’ex presidente brasiliano, “ha messo in cattiva luce un governo che aveva un rapporto straordinario” con la sinistra italiana ed europea. “Non avrebbe dovuto mentire a chi credeva in lui”, ha aggiunto. Lula si dice convinto che tutti gli uomini della sinistra brasiliana “sono rimasti delusi” e aggiunge: “Da parte mia non ho nessun problema a scusarmi con la sinistra italiana e con le famiglie, perché lui ha commesso i reati e ingannato molte persone in Brasile. Abbiamo fatto questo errore e dobbiamo delle scuse. Non ho alcun dubbio”. Tra le persone che si erano scusate dopo la sua confessione c’era stato Daniel Pennac. Lo scrittore si pentì pubblicamente per l’appoggio all’ex terrorista: “È stata un’idiozia. Non pensavo potesse essere un così brutto ceffo”.

“Meglio tardi che mai ma sono inutili. Noi non ce ne facciamo nulla delle sue scuse”, è stato il primo commento di Alberto Torregiani, il figlio del gioielliere ucciso nel 1979 in una sparatoria in cui lui stesso rimase ferito e perse l’uso delle gambe. “Adesso voglio vedere cosa dice chi aveva appoggiato la sua decisione. Perché dirlo oggi? Per fare notizia? Avrà le sue motivazioni personali. Io – ha detto – resto basito. Ma su questa vicenda si torna ciclicamente. Se di Battisti non si parla almeno ogni tre mesi, inizio a preoccuparmi”.

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