L’intervento di Mario Draghi al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini? Come è già avvenuto a marzo sul Financial Times, seppure con toni più sofisticati, ha fatto un altro intervento da piacione. Chi mai può essere in disaccordo sulla necessità di prospettare un futuro migliore per le nuove generazioni?”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, dal deputato di LeU, Stefano Fassina, che aggiunge: “Questo mantra delle giovani generazioni è stato il cavallo di battaglia dell’egemonia liberista degli ultimi trent’anni per nascondere una drammatica questione sociale: l’enorme redistribuzione di ricchezza e il peggioramento delle condizioni lavorative che si sono riflessi sulle giovani generazioni, ma non per tutti in modo simmetrico”.

E spiega: “C’è una fetta di giovani, figli di quelle fasce sociali più ricche, che vivono in una condizione fantastica. Purtroppo nei primi anni ’90 anche la mia sinistra ripeteva questo mantra liberista: ‘meno ai padri, più ai figli’, come se tutti i padri fossero uguali. Nel frattempo sono stati cancellati e massacrati i diritti dei lavoratori-padri e per i figli è andata ancora peggio, perché ora vivono in un contesto ancora più povero. Quello di Draghi è stato, per carità, un discorso ecumenico da padre della patria, ma ha rimosso questa drammatica questione. L’Ue e l’Eurozona, che lui, figura di grandissimo profilo, così brillantemente ha difeso con grandi capacità che gli vanno riconosciute – continua – hanno però determinato la svalutazione del lavoro e l’impoverimento di larghissime fasce di classi medie. A me invece, una volta tanto, interesserebbe che Draghi, o chi per lui, dicesse che c’è la necessità di mettere dei paletti a questo mercato unico che oggi fa dumping social e dumping fiscale, colpendo le generazioni più giovani, oltre che i lavoratori. Mi piacerebbe che Draghi dicesse che si è drammaticamente sbagliato con la Grecia, perché si sono imposte politiche che hanno massacrato la sanità e il sistema pensionistico, senza risolvere niente. Sono state salvate le banche francesi e tedesche e ora la Grecia ha un debito pubblico più alto di prima”.

Fassina sottolinea: “Insomma, da parte di Draghi mi piacerebbe un po’ meno retorica. Peraltro, oggi le prime pagine dei giornali sono davvero imbarazzanti con questa esaltazione tutta strumentale al fine di costruire un governo Draghi. Penso che lo stesso Draghi, legittimamente dal suo punto di vista, in qualità di eccezionale interprete di quell’impianto liberista, sia disponibile ad avere i ruoli più importanti in questo paese, che potrebbero essere quello di presidente del Consiglio emergenziale o di presidente della Repubblica. Non ho nulla contro Draghi, che stimo – prosegue – ma deve essere chiaro che, in termini di segno sociale, un governo Draghi altererebbe quell’equilibrio, anche pieno di difetti, che in questa fase col governo Conte Due abbiamo realizzato. Un governo Draghi non toglierebbe la concessione ad Atlantia, né alimenterebbe riforme che danno più garanzie al mondo del lavoro precario. Certo, magari ci farebbe fare più bella figura ai tavoli europei, ma avrebbe una funzione conservatrice di un ordine che invece va radicalmente rimesso in discussione. E oggi le prime pagine dei giornali esplicitano questa operazione politica apparecchiata ieri al meeting di Cl a Rimini”.

Il parlamentare chiosa: “Vogliono defenestrare Conte? Sì, perché dà al M5s quello spazio che consente di avere un qualche cambiamento in senso di maggiore giustizia sociale. Si elimina Conte, si determina una frattura nei 5 Stelle e si imbarca Forza Italia. E’ un’offensiva plateale, i giornali stamattina sono chiarissimi in questo senso. I 5 Stelle devono resistere e il Pd deve guardare al futuro con un minimo di lungimiranza. Purtroppo c’è un pezzo di Pd che vorrebbe scaricare i 5 Stelle incentivando politiche conservative e centriste in termini di effetti sociali. È uno scontro politico che non può essere giocato in termini di capacità tecniche di “Super Mario”, perché qui la tecnica non c’entra niente. Qui – conclude – lo scontro politico è durissimo, perché ci aspetta un periodo molto difficile. Gli interessi più forti oggettivamente stanno mettendo in campo, a cominciare dai giornali, tutte le leve che hanno per difendere gli assetti costruiti negli anni. La questione di Atlantia ha mandato un messaggio che in tanti ambienti viene giudicato estremamente pericoloso, quasi eversivo. E il messaggio è: ‘si rimette in discussione una rendita privata così generosa da questi quattro straccioni dei 5 Stelle'”.

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