L’Europa scherza con il fuoco della deflazione. Ieri il dato italiano aveva evidenziato il terzo calo mensile dei prezzi a luglio. Oggi sono i dati di Germania e, soprattutto Spagna, a mostrare dinamiche simili. In Germania i prezzi sono diminuiti dello 0,1% rispetto a giugno e dell’ 1,4% sul luglio 2019. Sul calo potrebbe avere inciso la riduzione dell’Iva decisa da Berlino come parte delle misure per sostenere l’economia ma lo stesso istituto di statistica tedesco spiega che è complesso isolare l’influsso che singoli fattori hanno avuto sul dato finale. Come per tutti un peso lo ha sicuramente avuto la riduzione dei costi di energia e carburanti legati al calo delle quotazioni del greggio. I prezzi di benzina e gasolio risultano ad esempio in discesa di quasi il 13% rispetto ad un anno fa.

Le aspettative delle imprese tedesche – Dalla Germania arriva anche il risultato dell’indagine dell’istituto economico Ifo sulle aspettative delle imprese. Secondo le aziende tedesche serviranno in media 11 mesi perché la situazione torni alla normalità. Le attività artistiche e di intrattenimento sono state particolarmente colpite dalla pandemia di coronavirus; un ritorno alla normalità qui è previsto solo dopo 17,5 mesi. L’industria cinematografica e le sale cinematografiche prevedono di aspettare 16,7 mesi; alberghi 16,0 mesi; e agenzie di viaggio 14,6 mesi. Al contrario, i servizi di sicurezza si aspettano che la normale attività riprenda dopo soli 3,8 mesi.

Quarto mese di prezzi in calo in Spagna – Molto più marcata la discesa dei prezzi in Spagna diminuiti tra giugno e luglio dello 0,9% e dello 0,6% rispetto all’anno prima. Si tratta del quarto mese consecutivo con il segno meno. L’istituto di statistica spagnolo ha elaborato anche un “indice Covid” dedicato ai beni più consumati durante i mesi di lockdown tra cui alimentari, farmaci e prodotti per la cura personale. Anche in questo caso si registra un discesa dei prezzi che calano dello 0,7% su base mensile.

In Francia la disoccupazione scende ma per finta – Ultimo dato della mattinata la disoccupazione francese che nel secondo trimestre dell’anno scende al 7,1%, lo 0,7% in meno del trimestre precedente. Purtroppo non c’è niente da festeggiare perché come spiega l’istituto statistico d’Oltralpe il calo è dovuto al fatto che molti disoccupati hanno interrotto la ricerca di un lavoro durante i mesi del lockdown e sono quinti passati ad un altra categoria statistica. Sono ora classificati inattivi, ossia persone che non hanno ma neppure cercano un lavoro.

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