L’Europa continua a osservare di giorno in giorno curve di contagi in salita, dalla Spagna alla Romania. Sotto osservazione anche la Germania, dove tornano ad aumentare i casi: nelle ultime 24 ore sono stati 870 contro i 509 di ieri, mentre in Belgio Steven Van Gucht, presidente del comitato scientifico sul coronavirus dell’Istituto di sanità, ha dichiarato che “è chiaro che è arrivata la seconda ondata di Covid-19“. L’obbligo della mascherina intanto crea caos in alcune zone della città francese di Lille, mentre la Romania è tornata abbondantemente sopra quota mille infezioni nelle ultime 24 ore. Ma la pandemia avanza anche nel resto del mondo, e a ritmi sostenuti in particolare in Usa, Brasile e India, che per il sesto giorno consecutivo conteggia oltre 50mila casi. L’Argentina nelle ultime 24 ore ha registrato invece il record di decessi giornaliero, 166, mentre nelle Filippine 27 milioni di persone a Manila e dintorni sono di nuovo in lockdown dopo la decisione del presidente Rodrigo Duterte in seguito ad un’impennata di casi. E nello Stato di Victoria decine di persone hanno violato l’obbligo di rimanere a casa, imposto per contenere la diffusione del virus.

Germania – Le rilevazioni del martedì del Robert Koch Institute, che monitora la pandemia, sono in generale più corrispondenti al trend della settimana precedente (che registrava venerdì +870 nuovi casi), dal momento che i dati riportati il lunedì risentono della flessione dovuta alla chiusura degli Uffici sanitari del fine settimana. Il fattore R0 giornaliero è di 1,09, leggermente inferiore al dato di ieri. Va tenuto presente che questo valore riflette l’andamento del contagio relativo alla settimana precedente. Il fattore R0 sui sette giorni è di 1,09. Dall’inizio dell’emergenza i casi totali registrati sono di 211.281, le vittime sono 9156. Per la presidente dell’Associazione dei medici tedeschi Marburger Bund, Susanne Johna, il Paese è già nel mezzo di “una piccola seconda ondata” e anche se la crescita delle nuove infezioni non è paragonabile ai numeri di marzo e aprile, c’è comunque c’è un aumento dei contagi, “per cui esiste il pericolo di giocarsi i successi finora raccolti in Germania in una combinazione di rimozione e ricerca di normalità“. Questa volta gli ospedali sono preparati ad accogliere i pazienti, diversamente dalla prima ondata, ha aggiunto la presidente Johna.

Belgio – In Belgio, nella settimana dal 25 al 31 luglio scorsi, sono stati registrati in media 517,1 casi al giorno contro i 311,4 della settimana precedente. Per Van Gucht, esperto dell’Istituto di sanità belga Sciesando, il numero di infezioni” in Belgio “è in crescita e non è un piccolo aumento. Non sappiamo quanto durerà e quanto saliranno le curve. Tuttavia questa seconda ondata potrebbe non avere conseguenze drammatiche: le misure messi in atto dal Consiglio di Sicurezza Nazionale possono funzionare”. Van Gucht ha aggiunto che “il coronavirus non sparirà ma in futuro si comporterà come un’infezione benigna“. Per un ritorno alla vita normale ha precisato che “servirà qualche mese di pazienza supplementare” e ha precisato che “il numero di infezioni è in aumento e non si tratta un piccolo aumento. Non sappiamo quanto tempo durerà e quanto aumenterà la curva, ma questa seconda ondata non deve avere necessariamente conseguenze drammatiche”.

Francia – L’obbligo della mascherina crea caos in alcune zone della città francese di Lille: se la prefettura ne ha chiesto l’uso all’aperto per alcune zone dell’area metropolitana, l’attuazione del provvedimento non è sempre oggetto di scelte armoniche da parte dei comuni interessati, anche se contigui. Sul viale Dunkerque, di competenza delle amministrazioni comunali di Lomme e Lambersart, l’uso della mascherina è obbligatorio solo da una parte, su uno dei due marciapiedi. Una situazione, riporta Bfmtv, che lascia gli abitanti della città perplessi: “Non ha senso, il virus non si ferma da questa parte, va dove vuole”, commenta un abitante a Bfm Lille. Il comune di Lomme, che ha deciso di imporla, basa la sua decisione sulla constatazione che il tratto del viale di sua competenza è molto frequentato. Dall’altra parte invece si considera il marciapiede sufficientemente largo per ospitare tutti in sicurezza, quindi meglio concentrarsi su zone più a rischio, imponendo l’uso della mascherina ai frequentatori di parchi e giardini.

Romania – Nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati 1.232 (ieri 823), con il totale salito a 55.241. Come riferiscono i media regionali, da ieri vi sono stati altri 48 decessi legati al covid-19, che portano a 2.480 il numero delle vittime dall’inizio dell’epidemia. I guariti sono stati finora 28.006. La Romania resta il Paese dei Balcani maggiormente colpito dal coronavirus, e anche quello che ha effettuato più test nella regione, oltre 1,2 milioni. Per gli arrivi in Italia dalla Romania, così come dalla Bulgaria, vi è l’obbligo di una quarantena di 14 giorni. L’ingresso in Italia è interdetto per gli altri Paesi balcanici extra Ue – Serbia, Montenegro, Kosovo, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord.

Australia – Lo Stato di Victoria ha registrato 439 casi di coronavirus e 11 morti, il giorno dopo che il premier Daniel Andrews ha annunciato un lockdown di sei settimane e il coprifuoco nella capitale Melbourne. Decisa anche la chiusura dei negozi non essenziali e il divieto di matrimoni. Andrews ha anche stabilito che chi violerà l’auto-isolamento rischia una multa di 5.000 dollari australiani. Lo stato di Victoria ha inoltre vietato a chi deve autoisolarsi di praticare sport fuori casa e ha introdotto multe più severe per chi ha il Covid-19 ma continua a lavorare. Andrews ha affermato che militari e sanitari hanno ripetutamente fatto visita alle case per assicurarsi che le persone in autoisolamento fossero all’interno. Hanno verificato oltre 3mila abitazioni, trovando però non più di 800 persone che avrebbero dovuto essere in attesa di risultato del test o che erano già risultate positivi.

Argentina – Il ministero della Sanità argentino ha annunciato che nelle ultime 24 ore i morti per la pandemia da coronavirus sono stati 166, record per una sola giornata, portando il numero generale dei decessi a 3.813. Per quanto riguarda invece i contagi, con i 4.824 localizzati negli ultimi test, hanno raggiunto quota 206.743, collocando l’Argentina al sesto posto fra le Nazioni latinoamericane, dopo Brasile (2.750.318), Messico (443.813), Perù (433.100), Cile (361.493) e Colombia (327.850). Un portavoce ministeriale ha infine ricordato che in Argentina 1.150 pazienti sono ricoverati in rianimazione, con una percentuale di occupazione dei letti in questo settore del 55.5% nel Paese e del 65% nell’area metropolitana di Buenos Aires.

Filippine – I due principali ospedali di Manila sono stati chiusi temporaneamente a causa di un improvviso aumento dei contagi tra medici e infermieri e alcune cliniche private stanno rimandando a casa pazienti perché non hanno più posti letto. Sono 106.330 i casi di Covid-19 nelle Filippine che rischia di diventare il Paese più colpito nel sud-est asiatico superando l’Indonesia. Le vittime del coronavirus sono state 2.104. I test effettuati sono ancora molto pochi.

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