Mitsubishi lascia l’Europa. Per la precisione, la lascerà quando i modelli attualmente in commercio giungeranno alla fine del loro ciclo-vita commerciale. Semplicemente, dunque, non li rimpiazzerà con le nuove generazioni, che invece verranno lanciate su altri mercati mondiali. A cominciare da quelli del sud-est asiatico, dove il marchio giapponese ha deciso di concentrare i suoi sforzi nel tentativo di arginare perdite (nel 2020 saranno le più ingenti dal 2002 ad oggi) e crollo dei volumi, che l’emergenza sanitaria mondiale ha accentuato. Al punto che la casa dei tre diamanti presenterà, per il secondo anno consecutivo, bilanci in rosso: la perdita stimata, per il sesto costruttore gapponese, è di circa 1,3 miliardi di dollari.

La prima “vittima” sarà il suv medio Outlander, che non verrà rimpiazzato nel vecchio continente. Ed è una vittima illustre, visto che si tratta del modello più rappresentativo, che avrebbe dovuto essere sostituito dalla nuova generazione proprio in questo periodo. Nuova generazione che invece arriverà, altrove, dalla metà del prossimo anno, per dotarsi anche di una versione ibrida plug-in a partire dal 2022. Attualmente, la vettura più “giovane” lanciata da Mitsubishi in Europa è lo sport utility compatto Eclipse Cross, giunta in commercio nel 2017.

La scelta di un riposizionamento del marchio giapponese, che tuttavia continuerà ad assicurare l’assistenza post vendita (“è un business essenziale”, hanno fatto sapere dal Giappone), va inquadrata in un più generale piano di riorganizzazione del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi, volto al contenimento dei costi.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Milano Monza Open-Air Motor Show, edizione autunnale con la sicurezza in primo piano

next
Articolo Successivo

Mobilità post-Covid, italiani incuriositi da elettriche e ibride. E vogliono tornare negli autosaloni

next