“Lo smartworking ci ha aiutato durante il lockdown, va incentivato ma dobbiamo stare attenti che non diventi un carico ulteriore per le donne“, così la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, intervenendo durante “Le Olimpiadi delle Idee“, la due giorni organizzata dal Movimento 5 stelle e dall’associazione Rousseau. Secondo i dati della ministra, “il Ministero del Lavoro ha messo in smart working il 90% del personale durante il lockdown” e “più di 2 milioni di lavoratori del privato hanno usato lo smart working con benefici importanti”. Oltre al sovraccarico per le donne, i “pericoli” del lavoro agile sono molti, come “il diritto alla disconnessione“, ma anche “temi dibattuti” come quello “se si ha diritto al buono pasto o no”. Per questo, ha aggiunto Catalfo, “va attenzionato il tema di come regolamentare questo tipo di lavoro, per questo mi sono resa disponibile nelle prossime settimane a incontrare le parti sociali”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Cassa integrazione, Loy (Inps): “Mancano tra 400mila e 800mila pagamenti”. Per l’istituto solo 65mila non hanno ricevuto nulla

next
Articolo Successivo

La seconda vita degli operai che hanno abbandonato l’Ilva di Taranto: “Ora arte, cibo e turismo. Il posto fisso? Va bene per i film di Zalone”

next