Proteste e polemiche, dopo settimane di calvario lungo le autostrade, hanno accolto la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, al suo arrivo a Genova per riavviare un cantiere ferroviario cruciale per la città. La protesta dei tir lumaca contro i disagi della viabilità, la manifestazione di decine di sigle di lavoratori e imprenditori, Confindustria in testa, è tesa alla richiesta dei danni per centinaia di milioni perché – accusano – tante settimane di code e rallentamenti hanno fatto buttare lavoro e fatto perdere tempo, salute e soldi in incolonnamenti senza fine, dovuti alle ispezioni di Autostrade nelle gallerie delle principali arterie della Liguria e in particolare nel nodo attorno a Genova.

“Toti ha fatto campagna elettorale sui cantieri”, accusa la ministra. “Ministero e Aspi hanno fatto un piano folle che mina la sicurezza dei trasporti”, ribatte il governatore. I disagi restano, anche se da due giorni si inizia a vedere un miglioramento, dovuto in parte alla riduzione dei cantieri, in parte al periodo estivo, che riduce tanti spostamenti. De Micheli si dice certa che “progressivamente la situazione tornerà alla normalità garantendo la sicurezza, perché la sicurezza per noi è fondamentale”. Poi durante l’incontro con il comitato “Salviamo Genova e la Liguria” aggiunge: “È sbagliata la narrazione che la Liguria sia irraggiungibile. Credo che da oggi dobbiamo cominciare a dire a tutto il Paese di venire in Liguria a fare le vacanze perché i cantieri si stanno risolvendo”. Una frase che provoca l’irritazione di molti: “Ma quale narrazione, ci prende in giro”.

Lei replica che la situazione è migliorata e parla di “strumentalizzazione”: “I cantieri per i controlli e la messa in sicurezza delle autostrade e delle gallerie liguri si stanno progressivamente risolvendo dopo i pesanti sacrifici del tessuto economico e delle persone che vivono, lavorano e frequentano la regione. Per questo credo sia molto importante cominciare ad invitare tutti a venire in Liguria a trascorrere le vacanze e a visitare questa splendida terra. Questo il senso delle mie parole – scrive in una nota – Mi dispiace che i rappresentanti del comitato che ho incontrato oggi a Genova le abbiano strumentalizzate. Cambiare la narrazione significa incoraggiare le persone a venire in Liguria. Ho dato e confermo la mia disponibilità a valutare nelle prossime settimane gli effetti economici di quanto accaduto”.

La ministra ha difeso la scelta del suo dicastero di impostare verso la massima prudenza i controlli nelle gallerie: “Tra scegliere una polemica o scegliere la vita di una persona che passa sulle autostrade, io ho scelto di proteggere quella vita”. Poi, rispondendo a una domanda, la stoccata al gestore, a pochi giorni dalla decisione di estromettere la famiglia Benetton dal controllo di Autostrade: “Il piano è stato fatto a gennaio, poi ci sono state delle verifiche che sono state un po’ sorprendenti e quindi si è resa necessaria una accelerazione”. Toti, sceso al fianco “delle imprese e di tutto il mondo economico ligure in piazza per protestare contro il blocco e l’isolamento della Liguria”, accusa invece il governo: “Chi ha competenze si assuma le proprie responsabilità, non accetteremo di essere ignorati e bloccati da nessuno”.

Il presidente di Confindustria Genova, Giovanni Mondini chiede “per Genova e la Liguria un provvedimento tipo quello fatto per il ponte Morandi, perché questa situazione è molto più grande di quello che è accaduto dopo il Morandi. I danni al sistema ligure sono ingenti”. Il ministro darà una risposta a fine agosto: “Ho garantito che faremo un’analisi puntuale dei numeri e delle conseguenze delle chiusure delle gallerie, soprattutto nei dieci giorni tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, per fare una valutazione della profondità di queste conseguenze”.

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