Si vendica dell’esproprio e dell’abbattimento della sua casa da parte del governo e uccide 21 persone. Nella regione sud occidentale della Cina di Guizhou, l’autista di un autobus ha portato a termine una tragica vendetta gettandosi, alla guida del suo mezzo, in un lago. Sul bus erano seduti una trentina di passeggeri. Ventuno di loro sono morti annegati. Tra questi anche l’autista artefice del folle gesto. Le autorità di pubblica sicurezza di Anshun, nella provincia di Guizhou, hanno identificato l’autista 52enne solo con il suo cognome, Zhang, e hanno ricostruito le ore che hanno preceduto la strage, come riferisce il New York Times.

Zhang possedeva i diritti di locazione permanenti per la casa in cui abitava, ma che era di proprietà di un’autorità locale. La struttura, però, era destinata alla demolizione come parte di un “piano di riqualificazione” dell’area urbana piuttosto malmessa – tanto che le autorità l’hanno definita una “baraccopoli”. Zhang avrebbe chiamato la linea verde del governo lamentando che attendeva l’assegnazione di una nuova abitazione in cambio. Intanto la procedura formale di demolizione è proseguita senza sosta. L’uomo ha così deciso intenzionalmente di vendicarsi e dopo aver fatto salire le ultime persone sul bus ha compiuto una manovra spregiudicata saltando cinque corsie di superstrada e si è gettato con il suo mezzo in un lago abbastanza profondo.

Oltre ai 21 morti sono stati registrati e soccorsi 15 feriti. Le testate cinesi segnalano che tra questi c’erano almeno 12 studenti che avevano appena terminato la sessione mattutina di ammissione all’università. Cinque di loro sono morti. Da un articolo della rivista cinese Caixin sono emersi ulteriori dettagli sulla vicenda che ha preceduto il folle gesto. Sembra infatti che Zhang avesse firmato un accordo di demolizione per la propria casa con un risarcimento danni bassissimo di 10mila dollari con la clausola, però, di poter ottenere una nuova casa con affitto calmierato. La sua domanda sarebbe stata respinta dalle autorità.

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