Il governo si prepara a prorogare al 31 luglio tutte le attuali misure restrittive per il contenimento del coronavirus. È questa la proposta contenuta nel nuovo Dpcm atteso per il 14 luglio, il giorno in cui scadrà il provvedimento adottato l’11 giugno scorso. Il decreto del presidente del Consiglio confermerà quindi l’obbligo di mascherina nei luoghi pubblici al chiuso e il divieto di assembramento, così come l’applicazione della sanzione penale per chi viola la quarantena obbligatoria. Saranno inoltre conservati i protocolli di sicurezza come condizione di apertura delle attività produttive e commerciali. In concreto, il governo è intenzionato a non allentare la stretta sugli assembramenti, che siano per la movida in città, sulle spiagge o nelle discoteche. Sarà raccomandato maggiore attenzione sugli eventi, come le sagre. E significherà soprattutto il rinvio a fine luglio delle aperture di discoteche (al chiuso), fiere e congressi, a meno che non siano le Regioni a decidere. Inoltre, il provvedimento confermerà le ordinanze adottate dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sul divieto di ingresso per chi ha soggiornato negli ultimi 14 giorni nei 13 Paesi che sono al di sotto dei coefficienti minimi di sicurezza. Al dicastero sono in corso le ultime valutazioni sui Paesi da aggiungere o togliere dalla lista dei 13 finora individuati. Al divieto di ingresso si prevede inoltre la possibilità di rimpatrio immediato.

Martedì il ministro Speranza è atteso in Parlamento, dove illustrerà il contenuto del nuovo Dpcm, prima che venga firmato dal premier Giuseppe Conte. In quell’occasione si discuterà anche sulla proroga della stato di emergenza, al centro del dibattito in questo giorni, ma non si arriverà subito a una decisione definitiva. “Dobbiamo continuare a seguire la linea della prudenza e della gradualità”, ha spiegato proprio oggi Speranza, motivando la necessità di un allungamento delle misure restrittive almeno per le prossime due settimane, fino a fine luglio: “La battaglia non è vinta”, ha scritto il ministro, ricordando il record di nuovi casi raggiunto a livello mondiale.

Se il contenuto del decreto sarà confermato, resta quindi in vigore l’obbligo di indossare le mascherine nei luoghi chiusi e quando non si può garantire il distanziamento. Così come è ancora necessario sanificare i locali e avere i termoscanner. Come già accade, sono poi le Regioni a decidere come modulare le norme. Questo vale ad esempio anche per le discoteche: il governo non vuole assumersi la responsabilità di allentare la stretta, ma sono i governatori a valutare come muoversi in base all’andamento del contagio. Allo stesso modo, devono essere le Regioni a concedere il via libera per sagre e fiere, sempre che il Comitato tecnico scientifico non dica che è ancora troppo presto. Sicuramente invece resta valido per tutti il divieto di assembramento con relative multe: anzi, secondo il Corriere della Sera è prevista una nuova circolare del Viminale ad hoc per movida e sopratutto spiagge. L’intenzione è evitare che tra gli ombrelloni non venga rispettato il distanziamento.

Sempre fino al 31 luglio resteranno in vigore i protocolli di sicurezza come condizione di apertura delle attività produttive e commerciali, assicurando che la distanza interpersonale di almeno un metro sia rispettata, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare nei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni. Prosegue anche l’obbligo in tutta Italia di indossare la mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, compresi i mezzi di trasporto e in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Resta valide, inoltre, l’applicazione della sanzione penale per chi viola la quarantena obbligatoria. Una misura, questa, giudicata dal ministero indispensabile in questa fase di aumento dei contagi da importazione. Per i bambini resta consentito giocare all’aperto, purché in sicurezza, e continuano a essere permesse attività motorie e sportive all’aperto e nelle palestre, rispettando la distanza di sicurezza di almeno due metri. Bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, infine, possono continuare a esercitare le loro attività a condizione che le regioni e le province autonome di riferimento ne abbiano accertato la compatibilità con l’andamento della situazione epidemiologica.

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