Pur sapendo di essere positivo non ha preso alcuna precauzione per evitare la diffusione del contagio: per questo motivo una segnalazione sarà presentata alla Procura di Vicenza per valutare eventuali profili di colpevolezza del dirigente vicentino. Lo ha annunciato il governatore veneto Luca Zaia in conferenza stampa, insieme al direttore dell’Ulss.

Il contagio del dirigente di Pojana Maggiore è avvenuto in Serbia, dove è entrato in contatto con una persona sintomatico, che, riporta Zaia, “sembra sia deceduta mercoledì“. L’imprenditore, che al momento è ricoverato in ospedale, aveva fatto due distinti viaggi di lavoro in auto: “I quattro veneti che hanno viaggiato nella stessa auto al rientro dalla Serbia non avevano addosso la mascherina“, precisa Zaia, che aggiunge che oggi “la Serbia, Belgrado, è entrata in lockdown“. Il focolaio, sottolinea con fermezza il presidente della Regione, è stato importato dall’estero. Quindi, “nonostante qualcuno abbia buttato benzina sul fuoco“, la situazione in Veneto è sotto controllo: “Ieri abbiamo parlato di un focolaio con 5 positivi, oggi i positivi sono 4 in più rispetto a ieri. Il piano di sanità pubblica stabilisce che i familiari e le persone che hanno avuto contatti stretti devono essere in isolamento domiciliare. Il Veneto non ha ripreso l’onda di contagi, non stiamo parlando di un’ecatombe. Anche i dati di oggi parlano di una situazione ‘Covid-free’ per il Veneto”.

Come ulteriore conferma, Zaia cita anche il caso dei 118 stranieri coinvolti in focolai: “Ci portiamo quindi il virus da fuori. Ed è quindi fondamentale, senza creare allarmismi, stabilire regole di reciprocità con gli altri paesi, questo per tutelare la salute dei cittadini italiani e stranieri”.

Riguardo le ordinanze più severe, Zaia specifica che non ci sarà nessuna restrizione delle libertà dei cittadini: “Non faremo lockdown o altre menate” ma verranno rafforzate le sanzioni per chi viola l’isolamento domiciliare, per evitare situazioni come quella di Vicenza. “Se il positivo esce di casa può prendersi fino a 18 mesi di reclusione e fino a 5mila euro di multa. Per colui che non è positivo ed è in isolamento, la multa massima è mille euro“. La Regione non ha alcun potere sull’obbligatorietà del trattamento sanitario, conclude, per questo si è confrontato con il ministro della Salute Speranza e anche con il viceministro Sileri “perché questi sono temi da affrontare a livello nazionale. Il ministro ha convenuto con me che il tema del ricovero obbligatorio, in casi estremi come quello avvenuto è un tema da affrontare e da approfondire”.

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