Circa 4mila sedie distanziate “per evitare polemiche” e fornitura di bandiere tricolori. Il centrodestra torna in piazza, ancora a Roma, dove poco più di un mese fa Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia avevano organizzato una delle primissime manifestazioni politiche dopo la fine del lockdown, suscitando polemiche per la mancanza di mascherine e il distanziamento sociale non rispettato. Palco azzurro con la scritta “Insieme per l’Italia del lavoro” e il ritorno ai temi cardine: dalla lotta all’immigrazione alla richiesta di un voto immediato, senza una riforma elettorale di stampo proporzionale. E poi gli attacchi alla magistratura, con Forza Italia che ai gazebo raccoglie le firme per istituire una commissione d’inchiesta sul caso Berlusconi.

Tra i primi a parlare c’è il leader del Carroccio che affronta subito il tema Mes senza però esporsi eccessivamente. Se questo può essere un’arma per destabilizzare il governo, viste le differenti posizioni di Pd e M5s sul tema, è un argomento spinoso anche all’interno del centrodestra, con Forza Italia favorevole, a differenza di lega e FdI: “Sul Mes avremo la forza, la costanza e la bravura di convincere gli altri sulla bontà delle nostri posizioni – ha detto – Ma oggi in questa piazza c’è la squadra per poter governare l’Italia nei prossimi anni. Da questa piazza parte la libertà, dall’altra parte solo il flop assoluto e la burocrazia”.

L’ex ministro dell’Interno cerca anche di placare le polemiche nate nelle scorse settimane tra lui e Silvio Berlusconi: il leader del Carroccio continua a spingere per “elezioni subito”, mentre il fondatore degli azzurri ha recentemente aperto anche a valutazioni su una nuova formazione di governo. Scontro consumatosi poco dopo lo scambio di battute di pochi giorni prima, quando Salvini aveva accusato Berlusconi di “parlare come Renzi” e questo gli aveva risposto che lui, invece, “parla come il M5s”. Di Berlusconi mi fido “totalmente”, ha puntualizzato il leader leghista in piazza del Popolo, per poi tornare anche sul nuovo invito fatto dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per un confronto con le forze dell’opposizione, per il quale aveva dichiarato di vedere in Forza Italia la componente più aperta al dialogo nel centrodestra: “Anche noi dialoghiamo, non solo Forza Italia, però – sottolinea – per dialogare bisogna essere in due”. E ha poi aggiunto: “Non è arrivata la data”.

E a Renzi, il capo politico leghista riserva una battuta sul fatto che, come lui, punta a una riforma della legge elettorale di stampo maggioritario, a differenza degli accordi precedentemente presi da Italia Viva con le altre forze di governo che, invece, spingono per un proporzionale con sbarramento al 5%: “Le parole di Renzi contano zero”, è il commento secco di Salvini.

Sui provvedimenti da intraprendere per contrastare la crisi, Salvini torna ad attaccare l’esecutivo Conte: “Pace fiscale. Non rompete le palle alle famiglie e imprese italiane. Non esiste libertà se non c’è libertà economica diceva Margaret Thatcher“. E lancia il suo personale allarme: “Ci hanno dato dei matti, dicendo che andavamo in piazza il 4 luglio, penso che riproveranno a dividerci, chiuderci in casa, trasformarci in numeri”.

Per Forza Italia, che in piazza raccoglie firme per una commissione d’inchiesta sul caso delle registrazioni riguardanti la condanna di Silvio Berlusconi, parla il vicepresidente Antonio Tajani: “Bisogna rivoluzionare la giustizia penale e civile. I processi lumaca ci costano il 2% di Pil. Dicono che siamo divisi, siamo tre partiti differenti, ma sappiamo fare sintesi. Noi abbiamo candidati unitari alle regionali, loro stanno ancora cercando un’intesa”. E ha poi lanciato un messaggio a Salvini: “La via maestra è andare al voto, sperando che ci facciano votare. Siamo alternativi a loro perché difendiamo sempre la libertà. Loro con la Cina, noi con i ragazzi di Hong Kong, noi con il popolo venezuelano, loro con il regime di Maduro“. E puntualizza: “Noi siamo pronti a collaborare con il Governo, non a sostenere il Governo. Siamo pronti a mettere a servizio dell’Italia una visione strategica”.

Sul Mes, invece di rispondere sulle differenze che caratterizzano anche le posizioni interne al centrodestra, l’ex presidente del Parlamento Ue sostiene che sia un’arma in mano ai forzisti per destabilizzare l’esecutivo: “Il problema è proprio la posizione di Fi di sì al Mes – dice – Il governo rischia di cadere perché Fi ha una posizione molto chiara, che mette in difficoltà il governo Conte”.

Giorgia Meloni, invece, esordisce rispondendo alle polemiche dell’ultima reunion di piazza: “Non ci farete trasformare le mascherine in bavagli, non abbiamo paura”, ha detto. Poi è subito passata all’attacco dell’esecutivo: “I decreti di Conte ricordano il Trivial Pursuit, quando uno chiede i nomi dei sette nani. Hanno nomi bellissimi, rilancio, ma poi uno se li scorda. Se Conte vuole che ci confrontiamo ci mandi proposte concrete da discutere, idee, se ce le hanno, ma forse non le hanno. La verità è che non hanno uno straccio di idee per la Nazione”. E continua: “Avete chiuso le scuole, i tribunali, perfino il Parlamento e non eravate in grado di regolare la burocrazia? Non è colpa della burocrazia, ma colpa vostra che non siete stati capaci di fermarla”.

La leader di FdI sposta il discorso sul tema immigrazione, dicendo che “anche stavolta, per questo governo, il clandestino viene prima di tutto, prima degli italiani, secondo le regole del politically correct. Combattono la violenza contro le donne, ma se il violentatore è un clandestino viene prima lui. Con la sanatoria del governo verranno regolarizzati tutti i clandestini. L’unica attività che si rimette in moto con il dl Rilancio è quella degli scafisti. Ma non con noi, con noi si rispettano i confini e si fa il blocco navale. Se i cittadini vogliono fermare l’invasione, l’invasione si deve fermare, anche contro quella magistratura che non fa il bene della democrazia”.

E anche lei si unisce agli attacchi alla magistratura, in difesa dei due alleati: “C’è una parte della magistratura che si vuole sostituire alla politica. Nessuno ha mai indagato ministri per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. C’è una parte della giustizia che ha perseguitato Berlusconi sino a farlo decadere. Quanto deve durare? Serve una riforma della giustizia, basta, basta”.

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