Botta e risposta a “L’aria che tira estate” (La7) tra il vicepresidente del Parlamento Europeo, Fabio Massimo Castaldo, e l’editorialista de La Stampa, Marcello Sorgi, sulle divisioni nella maggioranza intorno al Mes. A riguardo, il giornalista osserva sui 5 Stelle: “Dobbiamo prendere atto di una realtà: in Italia un anno fa c’era un governo euroscettico, che postulava anche la possibilità di uscire dalla Ue e dall’euro. Poi è nato un nuovo governo, di cui metà componeva il governo di prima ed è euroscettica. Questa metà euroscettica, che ora è diventata europeista, non è che ha dato grandi prove di convinzione. Sì, hanno votato Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione Europea, peraltro ottenendo in cambio un vicepresidente del Parlamento Europeo. Sì, hanno detto che non vogliono uscire dall’euro, però, a stringere, sono sempre ancora in competizione molto forte con Salvini e Meloni, che continuano a postulare l’uscita dalla Ue”.

Non ci sta Castaldo, che ribatte: “Io sono rimasto veramente basito da quello che ha detto il dottor Sorgi. Se fossimo all’università e lui stesse sostenendo l’esame di attualità politica europea, sarebbe stato sonoramente bocciato, perché ha detto una serie di cose che sono assolutamente false e non vere. Io non sono stato eletto vicepresidente per qualsivoglia scambio con la Commissione von der Leyen, perché sono vicepresidente del 2017 e sono stato rieletto il 3 luglio 2019, ben 13 giorni prima dell’elezione di Ursula von der Leyen a presidente della Commissione. E quando sono stato rieletto, si sapeva a malapena, forse da un giorno, che sarebbe stata von der Leyen la candidata alla presidenza”.

E aggiunge: “Sono stato eletto nel 2017 e poi rieletto come vicepresidente del Parlamento Europeo, perché tutti noi parlamentari del M5s abbiamo svolto un estremamente lavoro concreto, costruttivo e molto calato sui temi. E con questo ci siamo guadagnati la stima di tante forze politiche, dai Socialisti ai Popolari ai Verdi. Siamo sempre stati una forza europeista, talvolta di critica costruttiva, ma sempre nell’ottica di migliorare l’integrazione e di colmare alcune evidenti lacune, come le asimmetrie politiche e fiscali, la mancanza di una Europa sociale, le politiche ambientali e digitali – chiosa – Dire che siamo una forza anti-europeista che vuole uscire dalla Ue è proprio una falsità totale. E, se così fosse stato, mai avrei potuto essere eletto due volte vicepresidente del Parlamento Europeo, peraltro da indipendente. Forse Sorgi non lo sa, ma io sono stato eletto da indipendente proprio per la stima dei miei colleghi”.

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