Salgono a oltre 49mila le denunce di infortunio da contagio da Covid 19 arrivate all’Inail al 15 giugno. Rispetto a due settimane fa, quando era stato diffuso il precedente report, i nuovi casi denunciati sono stati quasi 2mila. I casi mortali denunciati sono 236 (+28): per più del 30% si tratta di tecnici della salute, medici e operatori socio sanitari.

Il 72,2% dei casi denunciati e il 26,3% dei decessi si concentra nel settore della Sanità e assistenza sociale (che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari, residenze per anziani e disabili), che insieme alle Asl porta all’81,3% la quota delle denunce in complesso e al 36,5% quella dei casi mortali. Seguono i servizi di vigilanza, pulizia, call center, il settore manifatturiero (addetti alla lavorazione di prodotti chimici, farmaceutici, alimentari), le attività di alloggio e ristorazione e il commercio.

Il 71,7% dei lavoratori contagiati sono donne, il 28,3% uomini, ma il rapporto tra i generi si inverte nei casi mortali. I decessi degli uomini, infatti, sono pari all’82,6% del totale. Dall’analisi condotta dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail emerge che l’età media dei lavoratori che hanno contratto il virus è di 47 anni per entrambi i sessi, ma sale a 59 anni (57 per le donne e 59 per gli uomini) per i casi mortali. Il 70,3% dei decessi è concentrato nella fascia di età 50-64 anni, seguita da quelle over 64 (18,6%), 35-49 anni (9,4%) e under 34 (1,7%). Quasi la totalità delle denunce di infortunio da Covid-19 riguarda la gestione assicurativa dell’Industria e servizi, mentre i casi registrati in agricoltura, nella navigazione e nella gestione per conto dello Stato sono circa 600.

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