È allo studio un decreto ad hoc per camerieri, animatori, bagnini, addetti alle pulizie e tutti i lavoratori stagionali esclusi finora dal bonus 600 euro previsto dal governo per fronteggiare la crisi economica innescata dal lockdown per contenere la pandemia di coronavirus. La rassicurazione è arrivata dalla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, che è tornata a ribadire come un altro obiettivo al quale punta è quello di una riforma organica degli ammortizzatori sociali, definiti – in riferimento alla cassa integrazione – uno “strumento farraginoso” anche dal premier Giuseppe Conte.

A metà maggio gli stagionali del settore turismo aveva scoperto che l’Inps aveva respinto in massa le loro richieste. Adesso Catalfo assicura che il suo ministero provvederà a correggere la stortura che aggrava la situazione di una categoria che, già in condizioni normali, solitamente nei mesi invernali ricorre alla Naspi: “Sto lavorando a un decreto rivolto ai lavoratori del settore turismo che, pur lavorando come stagionali, sono stati assunti con contratti a tempo determinato e per questo non hanno avuto accesso agli strumenti di sostegno al reddito stanziati dal governo”, ha scritto la ministra in un lungo post su Facebook.

E ha delineato anche le tappe per giungere alla misura e quale sarà l’importo: “Non appena questo provvedimento passerà al vaglio della Ragioneria generale dello Stato e della Corte dei Conti, il bonus di 600 euro per i mesi di marzo, aprile e maggio – scrive Catalfo – potrà essere richiesto e percepito da quei lavoratori dipendenti a tempo determinato che operano nel settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno lavorato sia nel 2018 sia nel 2019 per almeno trenta giornate”.

Catalfo è tornata a parlare della “riforma organica” degli ammortizzatori sociali per rendere “l’istituto più snello e più idoneo a rispondere tempestivamente alle esigenze di imprese e lavoratori”. La ministra ha spiegato che un ruolo “centrale” in questo progetto sarà “riservato al profilo della formazione e al potenziamento delle politiche attive del lavoro”.

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