“So bene che la compagnia è in difficoltà, ma sono fiducioso nella sua capacità di uscirne”. Le parole sono quelle di Luca De Meo, l’ormai prossimo (dal 1° luglio) nuovo amministratore delegato del gruppo Renault. La stessa azienda dove aveva cominciato la sua avventura nell’auto, quasi trent’anni fa, per poi passare via via da Toyota, Fiat e Volkswagen.

Una specie di ritorno all’ovile, insomma. Per il quale il manager italiano non ha nascosto un pò d’emozione, nel corso dell’assemblea degli azionisti in cui è stato “incoronato” da presidente Jean-Dominique Senard, il quale ha dichiarato che De Meo avrà “tutto lo spazio di manovra che gli serve”.

E a occhio e croce gliene servirà parecchio, vista la situazione in cui versa l’azienda transalpina. Che ha perso il 3,5% delle vendite nel 2019 e che nei primi tre mesi del 2020 è sotto del 26%. Anche per questo ha appena ottenuto dallo stato francese un prestito di 5 miliardi di euro, e contestualmente ha annunciato tagli consistenti: circa due miliardi di euro nel prossimo triennio.

Cifra da cui, tuttavia, è escluso il piano strategico di rilancio che il nuovo timoniere di Renault sta elaborando, per il quale lo stesso De Meo ha chiesto ancora un pò di tempo. Ma che con ogni probabilità verrà presentato entro la fine dell’anno. Ci sarà da ripensare la linea di prodotti e, nondimeno, stabilire nuovi rapporti con gli alleati giapponesi di Nissan. Compiti tutt’altro che semplici.

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