La scelta di Hbo di togliere sia pure temporaneamente dal proprio catalogo Via col vento è decisamente bizzarra. Ma le reazioni che ha suscitato sono caratterizzate da una sconcertante banalità. Stuoli di luogocomunisti, che si credono e si fanno credere originali anticonformisti, si sono scatenati.

Chi per indignarsi della consueta dittatura del politicamente corretto che limita l’arte e l’intelligenza, chi per proporre le solite ipotesi per assurdo in base alle quali, se sparisce il film di Victor Fleming, dovrebbe sparire dai cataloghi anche buona parte di Shakespeare.

Sarebbe invece un buon esercizio leggere attentamente le motivazioni che hanno accompagnato la decisione di Hbo. Se ne ricavano interessanti osservazioni. La prima: “È un film – spiega un portavoce di Hbo a Variety – del suo tempo che raffigura alcuni pregiudizi etnici e razziali che erano, disgraziatamente, dati per assodati nella società americana”.

Attenzione! Non nella società elisabettiana, non nell’epoca della guerra di Secessione che il film rappresenta, ma in piena epoca roosveltiana, alla vigilia del più grande intervento armato degli Stati Uniti in difesa della libertà e della democrazia dei popoli, nella società americana erano presenti e ben radicati pregiudizi razziali. Attenzione ancora: questi pregiudizi non erano diffusi in qualche remoto villaggio del Sud, non presso qualche gruppo di suprematisti, ma trovavano spazio nei prodotti della più grande industria culturale americana, Hollywood, che li diffondeva tranquillamente in tutto il mondo.

Di quali pregiudizi si tratta? Non dell’atavica ignoranza dei negri che non riescono a pronunciare correttamente le parole, ma di una visione storica fasulla, quella nostalgia per un mondo segregazionista sereno e armonioso che pervade tutto il film. Tutto ciò nel 1939. Il che potrebbe servire a spiegare molte cose sulla persistenza diffusa di questi pregiudizi nella società americana contemporanea.

Poi c’è l’altra nota di Hbo, altrettanto interessante. Via col vento non esce dal catalogo definitivamente: rientrerà, non certo con tagli o censure, quando sarà accompagnato da un tutorial dove sarà proposta “una discussione del suo contesto storico e una denuncia di quelle descrizioni”.

Dunque, che cosa è successo di pericoloso alle centinaia di milioni di spettatori che da 80 anni a questa parte hanno visto Via col vento al cinema, in tv, sui supporti e sulle piattaforme più aggiornate? È mancata loro la possibilità di leggere, interpretare il film sulla base delle indicazioni di un tutorial, di contestualizzarlo grazie a una “discussione”.

Allora è chiaro: contrordine ragazzi! Dopo averlo criticato, sbeffeggiato, abolito, si sente la necessità del dibattito accanto alla visione del film. Datti pace Nanni Moretti. “Sì, il dibattito sì!”: ce lo dice la Hbo.

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