All’istituto ‘Luca Pacioli’ di Crema sono in tanti a ricordarsi di lui: Antonello Santini, 59 anni compiuti a gennaio, è rimasto nel cuore di numerosi colleghi insegnanti ma soprattutto di molti alunni che non possono dimenticare la sua professionalità, la sua passione per l’insegnamento e la politica. Non era di quei professori che entrano in classe solo per fare lezione, voleva coinvolgere i suoi alunni, insegnare loro la vita. Non ce l’ha fatta a tornare a scuola: il coronavirus dopo un paio di mesi di degenza se l’è portato via.

Fino all’ultimo aveva sperato di farcela: il virus gli aveva dato anche dei momenti di tregua, ma poi il professor Santini, ricoverato all’ospedale maggiore di Cremona, è peggiorato e non c’è stato più nulla da fare. Il 29 maggio scorso l’addio. Un lutto troppo grande per la comunità di Pieve San Giacomo (nel cremonese) dove viveva ma anche per la scuola di Crema dove insegnava da anni. Lui la scuola l’aveva scelta. Dopo aver frequentato il liceo Vittorini a Milano ed essersi laureato all’Università Sacro Cuore in economia, aveva iniziato a lavorare come impiegato in una banca a Milano ma si era accorto che quella non era la sua strada. Voleva fare altro. Lo sa bene il suo caro amico Giovanni Biondi, ex vicepresidente della Provincia di Cremona: “Anche recentemente, in una conviviale cena a casa mia, mi confermò orgogliosamente questa sua scelta di vita, una vera e propria vocazione all’insegnamento. Mi disse: “Sicuramente ho perso soldi e ho fatto una vita più sobria, ma non sono pentito. Lo rifarei ancora perché il rapporto con i ragazzi mi ha dato tantissimo, molto di più di quello che avrei potuto avere nel mondo degli affari” e “la salvezza di questo Paese passa necessariamente dalla formazione delle nuove generazioni”.

Era così il professor Santini, un uomo dedicato agli altri, capace di guardare oltre il presente, di anticipare i tempi e di credere fermamente nei giovani. Ma Antonello Santini ha sempre avuto anche una forte passione politica: è stato uno dei pilastri dell’allora Partito Popolare Cremonese e della Margherita, fino a svolgere il ruolo di capogruppo in Consiglio provinciale. “Competente, affidabile, di una onestà cristallina non ha mai ricercato alcun interesse di carattere personale. Purtroppo – spiega Giovanni Biondi – tutte queste qualità, oggi universalmente riconosciute, non bastarono per fargli avere l’incarico di capogruppo del Pd e per una conferma in consiglio provinciale. È una delle molte persone perbene che ha lasciato la politica, orgoglioso del sua percorso personale, ma disgustato e questo non va sottaciuto. Tutto ciò lo portò a immergersi ancora di più nella sua professione”.

Cremona non si potrà scordare di lui: ha dato tanto alla città e al Cremonese, senza mai tirarsi indietro di fronte all’impegno, al servizio. Una concezione della politica come servizio e non come professione. Ma Santini non era solo questo. Per lui la vita era anche passione per la storia, la musica, la lettura dei quotidiani e poi il tifo per l’Inter, tramandatogli dal nonno e dal papà, morto recentemente.

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