Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, va all’attacco della trasmissione di Rai Tre, “Report”, contro cui annuncia un’azione civile e un’altra penale. Insultando ripetutamente il programma. E Ranucci, sentito da ilfattoquotidiano.it, risponde.

Nel corso della sua diretta del venerdì su Facebook, il presidente campano prima lancia i suoi strali contro il mondo dell’informazione: “Ci sono settori del mondo dell’informazione che sono tornati alle vecchie cattive abitudini, la principale delle quali è quella di non fare informazione ma fare campagne di aggressione mediatica. Voi non lo sapete, ma noi, zitti zitti, in questi due mesi e mezzo, come Regione Campania abbiamo già fatto sei querele per diffamazione“. Poi punta dritto sulla trasmissione di Sigfrido Ranucci, che nella scorsa puntata si è occupato dell’Ospedale dell’Asl 1 di Napoli con il titolo “Lo sceriffo si è fermato a Eboli”, in cui si sono messe in evidenza inefficienze della sanità campana: “Lunedì scorso c’è stata una trasmissionaccia, per la quale le nostre querele arriveranno a otto. In ogni Paese civile del mondo un sedicente giornalista che dà una notizia clamorosamente falsa rispetto a un’Asl verrebbe licenziato dopo cinque minuti. In Italia, invece, ormai viviamo in un contesto da circo equestre, per cui ognuno pensa di fare quello che vuole. Siamo un Paese in cui si confonde per giornalismo d’inchiesta quello che in altri Paesi si chiama violenza privata o semplicemente cafoneria“.

Ilfattoquotidiano.it ha chiesto una risposta a Sigfrido Ranucci: “Non rispondo ai suoi insulti. In trasmissione abbiamo portato i fatti e lui è stato chiamato a dare la sua versione anche in diretta. Si è rifiutato. Mostra i muscoli quando è da solo, in un monologo, ma si sottrae al confronto. Ecco, il monologo con la democrazia ha poco a che fare e non so a quali “altri Paesi” faccia riferimento, ma in quelli democratici la democrazia vive di confronto”.

L’attacco e gli insulti di De Luca a Report prendono spunto da un errore di Ranucci in trasmissione e per il quale il giornalista si è già scusato in un post del 4 giugno su Facebook: “Ho dichiarato – ha scritto Ranucci – in uno studio che il ministro dell’Interno aveva dato il via allo scioglimento dell’Asl Napoli 1 per infiltrazione camorristica. Richiesta che avrebbe comunque dovuto passare, in base alla legge, il vaglio del consiglio dei Ministri. Ho dato un’informazione non esatta, perché il ministro Lamorgese sta ancora valutando. Come sempre quando #Report sbaglia ammette il suo errore. Ho sbagliato e chiedo scusa ai telespettatori e come da legge ne darò conto nella prossima puntata. Per questo ho chiesto che venisse corretta l’informazione in puntata e sul nostro sito sito, perché non continuasse ad essere divulgata un’informazione sbagliata. Ma quello che è stato un gesto di correttezza deontologica è stato strumentalizzato“.

A tal proposito, Ranucci nello stesso post ha ricordato le parole del procuratore capo Melillo su quanto trovato nell’indagine sull’ospedale San Giovanni Bosco: “I giudici hanno riconosciuto l’esistenza di una associazione mafiosa denominata Alleanza di Secondigliano; è documentato il controllo mafioso al di là di ogni capacità personale di immaginazione, addirittura di una struttura sanitaria, l’ospedale San Giovanni Bosco, diventata una sorta di ‘sede sociale’ dell’organizzazione mafiosa”. Il giornalista, alla luce delle parole di De Luca, aggiunge per ilfattoquotidiano.it un commento: “Ora il governatore De Luca riduce il problema del San Giovanni Bosco a un parcheggiatore abusivo all’interno della struttura. Sembra quel film di Benigni in cui “il traffico” era definito come la più grande piaga di Palermo”.

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