Le procedure previste dal decreto Rilancio per chiedere il Reddito di Emergenza sono troppo complesse e rischiano di escludere dal sostegno i più deboli. In più manca una campagna di informazione e non ci sono strategie per regolarizzare il sommerso. A rilevarlo sono il Forum Disuguaglianze e Diversità, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile di Enrico Giovannini e Cristiano Gori, docente di politica sociale all’Università di Trento, che a marzo avevano lanciato una proposta di Rem con pochi paletti e senza necessità di presentare l‘Isee. Le domande arrivate finora all‘Inps sono 200mila a fronte di una platea stimata di 867mila famiglie.

La necessità di comunicare l’Isee per presentare la domanda per il Rem, non prevista nella proposta ForumDd-Asvis-Gori, potrebbe scoraggiare le persone che oggi sono fuori dalla rete del welfare pubblico e rendere la misura meno accessibile per i lavoratori del sommerso, per i quali non è prevista una strategia di “aggancio” con la prospettiva di regolarizzazione, si legge nel comunicato.

Positivo, in compenso, il fatto che i criteri di accesso al Rem non prendano in considerazione il patrimonio immobiliare e innalzino le soglie di quello mobiliare rispetto al RdC (10.000 euro per un singolo, più 5000 per ogni componente ulteriore sino ad un massimo di 20.000). E che per chiederlo sia necessaria esclusivamente la residenza in Italia, indipendentemente dal numero di anni.

Tra gli aspetti criticati c’è però la frammentazione delle misure e la compresenza del Reddito di Cittadinanza e del Rem, senza un’adeguata campagna informativa mirata, renderà difficile per molti sapere se si rientra o meno tra gli aventi diritto al Rem. Il raggiungimento di tutti i possibili beneficiari dipenderà molto anche dal lavoro di accompagnamento sui territori di enti locali, associazioni e altri soggetti del terzo settore.

Infine, il governo non ha recepito la richiesta di uniformare la durata del Rem a quella di altre prestazioni straordinarie di tutela del reddito. Sebbene gli importi mensili siano assimilabili a quelli del Reddito di Cittadinanza, le due mensilità previste sono insufficienti secondo le associazioni per rispondere alle necessità fondamentali della popolazione interessata.

Nelle prossime settimane, è la conclusione, sarà necessario monitorare non solo l’attuazione della misura nei territori, ma anche le condizioni delle persone e delle famiglie alle quali è rivolta, per aiutarli a beneficiare di sostegni di natura non monetaria (formazione, assistenza per i minori, lotta alla povertà educativa, ecc.) o altri strumenti di sostegno.

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