Il 6 marzo scorso, appena tre giorni prima dell’inizio del lockdown, era entrata ufficialmente in vigore la normativa che prevede, sulle auto, la presenza di dispositivi anti-abbandono per i più piccoli fino a 4 anni di età: pena una multa che può arrivare fino a 326 euro, oltre alla possibilità di sospensione della patente.

Ora, a lockdown “allentato”, il problema dell’acquisto di tali dispositivi torna più vivo che mai e infatti una ricerca condotta da Bluon, startup milanese che nei mesi precedenti aveva presentato il proprio dispositivo MyMi, ha rilevato come gran parte dei genitori-automobilisti sia impreparata su questo fronte: sono infatti 7 italiani su 10 a non aver ancora installato i dispositivi anti-abbandono sulla propria auto, il 67% si dichiara intenzionato all’acquisto mentre il 4% non pensa che lo comprerà.

In generale, però, sembra emergere ancora una certa confusione sul tema: il 22% degli intervistati dice di essere indeciso su quale dispositivo scegliere e, quanto agli incentivi governativi, se il 53% pensa a ricorrerne, il 14% ha avviato già la procedura di richiesta senza riuscire a completarla e il 18% non sapeva neppure ci fossero degli incentivi.

Allo stesso tempo il 92% dei rispondenti all’indagine è convinto che l’auto sia il mezzo di trasporto più sicuro per i propri bambini, al riparo dal rischio contagio da Covid-19: a questo proposito, il 51% dichiara di prestare molta attenzione alla pulizia interna del proprio veicolo, igienizzando le mani prima di mettersi alla guida ma facendole pulire anche ai passeggeri, sia adulti che bambini; i più scrupolosi (18%) poi, affermano di pulire l’auto sia prima che dopo gli spostamenti.

Spostamenti che serviranno a portare i bambini dai nonni o altri parenti (43%), a giocare in aree verdi (35%) e prossimamente anche in vacanza, al mare (22%) o in montagna (15%). Si spera, con le adeguate dotazioni.

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