Una questione di Grandeur. O, perlomeno, un grande successo del presidente Macron. È così che va letto l’operato del Governo francese, che ha varato un piano di aiuti da 8 miliardi di euro per sostenere il settore auto, fiaccato come mai prima d’ora dalla pandemia globale (fra marzo e aprile in Francia le immatricolazioni sono scese dell’80%). Sicché, il sostegno che era stato promesso nei giorni precedenti è arrivato, alle condizioni imposte da Parigi: salvaguardia dei posti di lavoro e, come aveva richiesto il Ministro dell’Economia Bruno Le Maire, impegno dei costruttori alla rilocalizzazione sul suolo francese di alcune linee produttive strategiche finite all’estero.

Ecco quindi che la pandemia è diventata una ghiotta occasione per curare gli interessi industriali nazionali e lanciare un messaggio molto chiaro, anche alla vicina Germania: “Fare della Francia il principale produttore europeo di veicoli puliti, portando la produzione a oltre un milione di auto elettriche e ibride all’anno nei prossimi cinque anni”, come ha indicato Macron. E, al contempo, rendere maggiormente competitivo un asset industriale, quello delle quattro ruote, che dà lavoro a oltre 1,2 milioni di francesi.

Un obiettivo che inizierà a essere perseguito già dal prossimo 1° giugno, quando verranno resi disponibili i bonus statali potenziati per l’acquisto di auto green: fino a 7 mila euro per le auto elettriche sino a 45 mila euro di prezzo (prima erano 6 mila, come in Italia se si acquista contestualmente alla rottamazione). Ci saranno anche dei bonus da 2 mila euro per i veicoli ibridi plug-in (in Italia, con rottamazione, il bonus arriva a 2.500 euro) con listino fino a 50 mila euro. Inoltre, i modelli benzina o diesel di ultima generazione, nuovi o usati, otterranno un incentivo statale da 3 mila euro: i requisiti di reddito per il programma sono stati formulati in modo che il 75% delle famiglie francesi ne possa beneficiare.

Un automobilista che vende un’auto più vecchia per passare a un nuovo veicolo elettrico potrebbe avere diritto a un massimo di 12 mila euro sfruttando i vari incentivi. Infine, la Francia investirà oltre 1,3 miliardi di euro per far ripartire la domanda – e, soprattutto, ridurre gli stock di auto rimaste congelate nei piazzali delle concessionarie – e provvederà alla realizzazione di 100 mila stazioni per la ricarica entro il 2021, con un anno di anticipo rispetto a quanto precedentemente annunciato.

Mentre per quando riguarda i miliardi di aiuti statali che verranno erogati a Renault e PSA, aziende di cui lo Stato francese è azionista, le condizioni non lasciato adito a dubbi: i costruttori dovranno riportare in Francia le attività di ricerca e sviluppo sulla componentistica avanzata – batterie, motori elettrici, celle a combustibile e tecnologie per la guida autonoma – e la relativa produzione. In altri termini, Renault e PSA saranno obbligate a potenziare la fabbricazione di veicoli elettrici in Francia: PSA mira a produrne 450 mila (fra cui la versione a zero emissioni del Suv 3008) l’anno e Renault a triplicare i volumi entro il 2022.

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