In Sudamerica milioni di indigeni aggrediti dalla pandemia rischiano di non ricevere assistenza e cure necessarie. Ma dove la situazione è più a rischio è in Brasile: qui i 900mila indigeni stanno morendo per Covid-19 a un tasso che è il doppio rispetto a quello nel resto del Paese. A denunciarlo è la ong Articulation of Indigenous Peoples of Brazil (Apib), che segue l’avanzamento del virus attraverso il Comitato nazionale per la vita e la memoria indigene: l’organizzazione riferisce che sono più di 980 i casi di coronavirus confermati nella popolazione indigena e almeno 125 le vittime, portando così al 12,6 per cento il tasso di mortalità, contro il 6,4 per cento del resto della popolazione brasiliana.

Al 20 maggio, dopo 69 giorni dalla dichiarazione della pandemia, la malattia aveva già colpito 44 tribù di indios brasiliani, e Apib aveva già registrato 610 casi di infezione e 103 morti. L’ultimo bollettino epidemiologico della Segreteria speciale per la salute indigena (Sesai), collegata al ministero della Sanità, indicava invece 402 casi confermati e 23 decessi. Per gli esperti della causa indigena, la differenza tra i dati è riconducibile al fatto che il governo esclude dal conteggio gli indios che vivono in aree urbane. Lo Stato che concentra il maggior numero di morti tra gli indios è quello di Amazonas (nord), con 78 casi e da settimane il sindaco di Manaus ha denunciato una situazione molto critica.

Vista la gravità della situazione, il Coordinamento delle organizzazioni e dei popoli indigeni dello Stato brasiliano di Amazonas (Coipam) ha inviato una lettera alle Nazioni Unite e alla procura federale locale per sollecitare l’attenzione sull’aumento dei casi di Covid-19 nei villaggi indigeni della regione e affermano di trovarsi di fronte alla mancanza di politiche pubbliche efficienti per combattere la malattia. “Il governo dello Stato di Amazonas non ci ha aiutato con test rapidi. Non stiamo avendo alcun supporto – ha detto il coordinatore di Coipam, Zenilton Muro -. Da parte del governo federale è lo stesso. Non riescono a raggiungere le popolazioni indigene più isolate”.

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