Non abbiamo evidenze che il virus sia depotenziato, ma non voglio entrare in una polemica di addetti ai lavori. In realtà, può accadere che molti di quelli che sono usciti col virus ancora addosso non hanno un virus in grado di essere trasmesso. Questa è la speranza, altrimenti in situazioni di assembramenti come quelli visti negli ultimi giorni è evidente che ci dobbiamo solo aspettare una ripresa del contagio“. Sono le parole di Massimo Galli, primario del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, nel corso della trasmissione “L’aria che tira” (La7).

E aggiunge: “C’è chi sostiene che la coda dell’infezione possa essere interpretabile come la dispersione di qualcosa di non più attivo, di un virus che non ce la fa più a infettare. Uno dei miei motivi di ottimismo si basa anche su questo. Tuttavia, ciò non toglie che uno su 10 o su 20 sia ‘spreader’ o ‘super-spreader’, cioè una persona in grado di di contagiare parecchio. E allora speriamo nello stellone“.

L’infettivologo commenta le scene di assembramenti a Milano: “Così non va bene. Se non abbiamo una situazione tale per cui il grosso dell’epidemia è alle spalle e c’è difficoltà nel vederla riprendere, quello che ci possiamo aspettare è soltanto una brillante ripresa di tutto quanto. E arrivederci e grazie”.

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