Per quel che riguarda Charlize Theron c’è una notizia buona e una notizia cattiva. Iniziamo da quella buona. Nonostante il lockdown a luglio la rivedremo protagonista in un film d’azione. The Old Guard, dal 10 luglio 2020 solo su Netflix, è un titolo che si va ad aggiungere a tutto il filone performativo spinto di Charlize che la vede primeggiare fin dai tempi di Aeon Flux (2005), passando per Mad Max Fury Road (2015) e Atomica Bionda (2017). Charlize è un’attrice che sa stare in scena quando picchia e calcia, ed è più credibile a menar fendenti di Kate Beckinsdale (non ci voleva molto) ma anche di Jennifer Garner (anche quella in versione giustiziera della notte).

In The Old Guard, come vediamo e ascoltiamo nel trailer, preferisce farsi chiamare Andy. Una sorta di via estetica androgina, capelli neri corti e occhi sempre più impenetrabilmente azzurri, canottiere militari e tutine in latex super attillate, per una guerriera/soldato indistruttibile che, sempre da trailer afferma: “Proteggiamo il mondo dall’inizio dei tempi, ucciderci è impossibile”. Andy/Theron, già premio Oscar, è una sorta di soldatino immortale che assieme ad un manipolo al maschile sembra difendere la Terra da ogni male risorgendo feriti mortalmente anche dopo mitragliate come grandine. Andy deve anche inserire nel gruppo una papabile nuova leva (Kiky Lane, già splendida in Se la strada potesse parlare) afroamericana. La ragazzina dovrebbe raggiungere il gruppetto di eterni eroi del bene, tutti uomini, che ha un tasso di testosterone mostruoso: Matthias Schoenaerts, Marwan Kenzari e nientemeno che Luca Marinelli nella sua prima importante trasferta hollywoodiana.

Insomma Charlize torna a menare le mani, a far roteare lame e mazze. Il risultato lo scopriremo tra non molto. Notizia cattiva. Il prequel di Mad Max: Fury Road, quello che si doveva intitolare Mad Max: Furiosa non avrà la Theron come protagonista. La conferma arriva da George Miller, il geniale regista dell’intera saga che, ultimamente, la stessa Charlize non aveva proprio accarezzato sulla guancia. Quando in un botta e risposta tra lei, gli attori, i membri del cast tecnico del film, e un giornalista del New York Times, si è parlato del suo rapporto con Miller, lei ha affermato: “L’aspetto più importante che ha guidato l’intera produzione è stata la paura. Ero incredibilmente spaventata, perché non avevo mai fatto niente del genere. Credo che la cosa più difficile tra me e George sia stato che lui avesse in mente il film ed io ero così disperata nel cercare di capirlo”.

Tempo poche ore e Miller ha scaricato, senza però troppa acrimonia uno degli elementi del successo del suo clamoroso ritorno attorno a Mad Max. “Per tanto tempo ho pensato che si potesse usare la CGI per ringiovanire Charlize, ma ora credo che non siamo ancora vicini ad un uso efficace di questa tecnica. Nonostante il tentativo audace di The Irishman penso che ci sia ancora molto da esplorare”. Noi che amiamo Miller possiamo anche dirgli che stavolta ha pestato una bruttissima cosa marrone sul marciapiede della Walk of fame. Già perché intanto Charlize potrebbe serenamente interpretare una fanciulla di venti anni con un paio di chiaroscuri da buon direttore della fotografia e senza l’utilizzo della CGI (che maleducato questo George, nemmeno dovesse lavorare con Joan Collins). Inoltre se De Niro e Pacino dai settanta e rotti anni che hanno nella realtà, Scorsese li ha fatti diventare dei trenta quarantenni nel suo ultimi film, ecco, davvero, passiamo oltre. Al posto di una Theron “ringiovanita” si fa il nome di Anya Taylor-Joy, vista in Split e Glass di Shyamalan. Ma anche qui, davvero, passiamo oltre.

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