Si aspettano con ottimismo i risultati di questo weekend, ma intanto la prima settimana di Fase 2 per gli esercenti è cominciata al rallentatore. Non di certo le riaperture, che hanno coinvolto più di 7 imprese su dieci. Il problema riguarda invece i consumi: ad oggi solo il 29% degli italiani è tornato a servirsi delle attività che sono ripartire per acquistare prodotti o servizi. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Swg con Confesercenti su consumatori ed imprese. L’ancora ridotto movimento dei clienti – è uno dei dati emersi – ha inciso pesantemente sui ricavi della maggior parte delle attività in questi primi giorni di ripartenza. Il weekend, però, potrebbe segnare un’accelerazione: il 26% dei consumatori progetta acquisti proprio per questo fine settimana, il primo del dopo-lockdown.

Il 72% delle imprese infatti è già ripartito, ma di queste il 68% ammette di aver lavorato fino ad ora in perdita, di mentre il 37% segnala vendite più che dimezzate rispetto alla normalità. C’è anche un 17% che ritiene invece di aver mantenuto livelli di ricavi più o meno uguali al periodo ante-lockdown, mentre solo un 13% vede una crescita. A soffrire di più sono stati ristoranti, trattorie e pizzerie: secondo il sondaggio, il 92% degli imprenditori della somministrazione ritiene insoddisfacenti o molto insoddisfacenti i risultati dei primi giorni d’apertura. Seguono i bar (83%). Centri estetici e parrucchieri, invece, vivono un primo rimbalzo, con una percentuale di soddisfatti e molto soddisfatti rispettivamente del 81 e del 62%.

A pesare sui consumi è l’onda lunga dell’emergenza coronavirus. Tra chi ha rinunciato agli acquisti, spiega infatti la rilevazione di Swg, il 54% dichiara di non aver comprato perché non ne aveva bisogno. Si continua, dunque, ad attenersi ai consigli di limitare gli spostamenti non strettamente necessari. Il 24%, invece, non è tornato in negozi e bar per timore di esporsi a rischi. Ma c’è anche un 14% che preferisce risparmiare: i primi segnali delle tensioni sul lavoro, dipendente e indipendente, seguite all’emergenza sanitaria.

L’ombra del Covid si proietta anche sulle abitudini: l’88% ritiene che, terminata l’emergenza, continuerà ad evitare assembramenti, mentre il 68% ha riscoperto grazie alla mobilità ‘ristretta’ le attività del proprio quartiere e segnala l’intenzione di servirsene di più. Più di quanti (il 54%) hanno invece intenzione di rivolgersi maggiormente, in futuro, all’online.

Sulle imprese, segnala Confesercenti, pesa anche l’aumento delle spese: in media, sanificazione e dispositivi di protezione sono costati 615 euro ad attività. E gli aiuti faticano ad arrivare: secondo un approfondimento di Confesercenti sui propri associati, tra le imprese che hanno fatto richiesta per le forme di credito agevolato messe a disposizione dal decreto Liquidità, il 51% riferisce di aver ricevuto risposta negativa. Nonostante le difficoltà, però, le imprese non abbandonano il campo: solo il 2% progetta di tornare a chiudere in tempi brevi, mentre l’81% continuerà a mantenere aperta l’attività come oggi. Ma c’è un 17% che così non riesce a sostenere i costi, e ridurrà gli orari o i giorni di apertura.

Memoriale Coronavirus

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Decreto Rilancio, la protesta dei professionisti esclusi dai contributi a fondo perduto. “Inaccettabile discriminazione”

next
Articolo Successivo

Sblocca cantieri, Cancelleri punta sul “modello Genova” con commissari per ogni opera. Per la De Micheli solo mini deroghe al codice appalti

next