Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, li aveva invitati in sede per domani insieme alle rappresentanze del mondo dell’impresa, del commercio, dell’agricoltura, dell’edilizia e degli artigiani per discutere della distribuzione degli aiuti a fondo perduto previsti dal decreto Rilancio. Che saranno distribuiti direttamente dall’Agenzia. Ma i presidenti dei Consigli nazionali dei consulenti del lavoro e dei commercialisti Marina Calderone e Massimo Miani non ci andranno, perché “dal contributo sono stati esclusi all’ultimo minuto i professionisti ordinistici”. E protestano anche i presidenti delle casse professionali, mentre Fausto Fiorile, presidente nazionale dell’Associazione italiana odontoiatri, annuncia: “Valutiamo forme di protesta clamorose” come “una pesante manifestazione di 56 mila odontoiatri e, perché no, di tutta la filiera davanti a Montecitorio”.

I professionisti a differenza delle piccole imprese e degli altri autonomi con partita Iva avranno infatti diritto all’indennità di 600 euro, aumentata a 1000 da maggio, ma non al contributo parametrato ai ricavi persi a causa dell’emergenza. Anche se Francesca Puglisi, sottosegretario al ministero del Lavoro, ha anticipato di auspicare che questo buco “possa essere corretto dal Parlamento in sede di conversione del decreto in legge”.

“Le nostre due categorie, assieme a tutte le professioni ordinistiche italiane, si batteranno in ogni modo affinché si ponga rimedio a questa inaccettabile discriminazione perpetrata ai danni di un settore trainante dell’economia italiana”, si legge nella loro nota congiunta. “Centinaia di migliaia di lavoratori, senza alcuna spiegazione logica vengono esclusi da un importante provvedimento in una fase in cui, come tutto le realtà del mondo del lavoro, stanno patendo pesantemente gli effetti della crisi“.

“Proprio in questi mesi di emergenza Coronavirus, le attività delle nostre due professioni sono state giudicate “essenziali” dal Governo”, sottolineano. “Non abbiamo mai smesso di essere al fianco di imprese e contribuenti in settimane di grande difficoltà per il Paese. Ma è opportuno sottolineare come i nostri studi siano in sofferenza come le aziende. La politica non può ignorare questa realtà. La norma sull’accesso ai crediti a fondo perduto va modificata in sede di conversione parlamentare del decreto”.

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