Al centro della conferenza stampa nella sede della Protezione Civile, il Commissario straordinario all’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, pone ancora una volta il tema delle mascherine. “Partita definitivamente risolta – afferma- questa settimana abbiamo distribuito oltre 43 milioni di mascherine, il numero più alto dall’inizio dell’emergenza e da ieri i primi 20mila tabaccai sul territorio italiano distribuiscono le mascherine chirurgiche a 50 centesimi, così come ringrazio la federazione di farmacisti e para-farmacie. Oramai anche in questi punti vendita, le mascherine si trovano”. Arcuri poi parla anche della produzione nazionale, ricordando come “nella più grave crisi dal dopoguerra l’Italia è entrata disarmata e solo due mesi fa non produceva mascherine se non in un piccola azienda”. Il costo di produzione “è 0,12 centesimi e saranno pagate 50 centesimi, con l’Iva azzerata. Il governo ha mantenuto le promesse. Ora abbiamo avviato una produzione nazionale di 2 milioni al giorno di mascherine e a settembre ne produrremo 20 milioni al giorno, per arrivare a 31 milioni, con l’obiettivo sempre da settembre di azzerare l’importazione dalla Cina”. La questione delle mascherine si collega anche con il ritorno a scuola e con gli esami di maturità, da realizzare “in sicurezza”. Per questo, annuncia il commissario, saranno distribuite mascherine “per il personale docente, non docente e studenti. Il dispositivo sarà disponibile per tutte le scuole già il 17 giugno”. Il commissario all’emergenza, infine, tiene lontano le polemiche: “Mi hanno raccomandato di mordermi la lingua e tenermi i sassolini nelle scarpe, accetto la raccomandazione e ricordo come diceva Giovanni Falcone che è meglio fare che lamentarsi”.

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