Le accuse alla Cina nelle settimane della pandemia sono arrivate dagli Stati Uniti, che hanno insinuato che il virus fosse stato manipolato, e da altri Paesi nel mondo, inclusi Francia e Regno Unito, convinte che Pechino debba fare chiarezza sulla pandemia. E ora sono gli stessi esperti a denunciare che le autorità cinesi stanno bloccando i tentativi di studiare l’origine della pandemia di coronavirus. A scriverlo è il Wall Street Journal citando ricercatori che, nell’ambito della missione dell’Organizzazione per la Sanità (Oms) per cercare l’origine del virus, hanno offerto a Pechino di collaborare e stanno ricevendo rifiuti a fornire informazioni e dati che vengono tenuti segreti. Tra questi si fa particolare riferimento ad una mappa che dettaglierebbe la possibile diffusione del virus nel mercato del pesce di Huanan, a Wuhan.

Gruppi specializzati statunitensi hanno detto al quotidiano che le loro offerte alle autorità cinesi di collaborare all’inchiesta nel mercato sono state rifiutate o ignorate. “Ora la questione è diventata delicata con tutte queste teorie del complotto presentate sia da Cina che dagli Usa, sospetto che sia semplicemente troppo tardi”, dice il presidente di EcoHealth Alliance, Peter Daszak.

“Il problema è che si sarebbe dovuto fare alla fine di dicembre o inizio di gennaio – aggiunge parlando sempre dell’inchiesta nel mercato un professore della City University di Hong Kong – ora è troppo tardi, cosa che significa che dobbiamo affidarci ad altre prove indirette” e quindi trovare la prova della causa diventerà quasi impossibile.

Interpellata dal giornale americano, la commissione per la Sanità Nazionale cinese ha detto che la questione dell’origine del virus è argomento da lasciare agli scienziati. “Il virus non dovrebbe essere legato ad un particolare, regione o popolo – si legge nella dichiarazione della commissione – tutti i Paesi dovrebbero unire le forze e lavorare insieme invece di accusarsi a vicenda e scaricare le responsabilità“.

Memoriale Coronavirus

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Germania, Merkel spiata dai russi: “Prove certe di hackeraggio contro di me e i deputati tedeschi”

next
Articolo Successivo

Coronavirus, Russia sospende ventilatori Aventa-M dopo che hanno preso fuoco: stesso modello donato all’Italia

next