I problemi di comunicazione, le polemiche sul presunto eccesso di prudenza nelle riaperture, gli scontri interni sulle misure economiche e i ritardi burocratici. Sembrava che la settimana appena finita fosse la peggiore per il governo da quando è iniziata l’emergenza coronavirus. Al momento però i sondaggi dicono che gli indici di fiducia nel governo e nel presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno una tendenza in ripresa rispetto alla scorsa settimana. Lo conferma la rilevazione settimanale di Emg-Acqua per Agorà (Rai3) che misura un gradimento del 36 per cento, con un aumento del 3 negli ultimi 7 giorni. Chi non ha fiducia nell’esecutivo rappresenta il 45 per cento di chi risponde, in calo di 5 punti in una settimana.

Un po’ più alta rispetto al suo governo è la fiducia nel presidente del Consiglio: Conte raccoglie il gradimento del 44 per cento degli intervistati, in aumento di 2 punti rispetto al 30 aprile. Guida il gruppo degli inseguitori la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni (36, stabile) che stacca di nuovo il segretario della Lega Matteo Salvini che questa settimana lascia sul campo un punto. Distanziato il segretario del Pd Nicola Zingaretti (23 per cento, in lieve aumento). Chiudono la classifica dei dirigenti politici il leader di Italia Viva Matteo Renzi (14 per cento e in calo, nonostante il dinamismo del mini-partito di maggioranza) e il reggente del M5s Vito Crimi (stabile al 9).

In linea con questi numeri sono le intenzioni di vita. Secondo Emg-Acqua la Lega è in trend negativo, sia pure mantenendo la palma di primo partito: perde mezzo punto e scende sotto al 28 per cento. Stabile il primo inseguitore, il Pd, al 20,7. Gode di un rimbalzo il M5s che per l’istituto diretto da Fabrizio Masia guadagna uno 0,4 e torna sopra alla soglia del 15. A poco più di un punto di distanza, compie un altro piccolo passo avanti Fratelli d’Italia che per Emg sfiora il 14. Forza Italia è in leggera retromarcia al 6,4 così come Italia Viva che perde lo 0,1 e si ferma al 5 (Emg dà ai renziani il valore più alto tra i vari istituti di sondaggio).

Sotto a qualsiasi soglia di sbarramento tutte le altre forze politiche. Azione di Carlo Calenda è ferma al 2,3, La Sinistra (che comprende anche Leu) è al 2,2 in flessione, Europa Verde al 2,1, PiùEuropa non andrebbe oggi oltre all’1,5. Emg è tra gli istituti che allarga di più la forbice tra l’area di governo (che non va oltre il 38 circa) e l’opposizione di centrodestra (intorno al 48).

Come altri sondaggi anche questo ha stimato opinioni sui temi forti della settimana e comportamenti durante l’emergenza. Il primo punto è la regolarizzazione dei lavoratori stranieri nel settore agricolo e in ambito familiare che divide la maggioranza di governo ma anche l’opinione pubblica. Una maggioranza relativa si esprime a favore di un’eventuale sanatoria per chi lavora in agricoltura o come colf: il 42 per cento è a favore, il 37 è contrario, anche se resta una quota significativa di chi non ha un’opinione (uno su cinque).

Altro argomento molto dibattuto in queste ore – anche per via della presa di posizione delle Regioni a fronte della prudenza del governo centrale – è quello delle riaperture di certi tipi di negozi. Di certo è chiara l’opinione degli intervistati di Emg: una corposa maggioranza (54 per cento) pensa che parrucchieri ed estetisti dovrebbero riaprire subito, mentre i contrari sono un terzo.

Ciononostante il 47 per cento di chi lavora ha ancora più paura di ammalarsi di coronavirus che non di perdere il lavoro. Sentimento opposto per il 35 per cento del campione che teme più la disoccupazione. Qui dentro vale la pena di ricordare che in un sondaggio di Ixè pubblicato un paio di giorni fa il 50 per cento degli intervistati è preoccupato per le conseguenze economiche della pandemia.

Emg ha anche chiesto quanti degli intervistati avessero fatto richiesta di una delle misure di sostegno messe in campo dal governo, come per esempio il bonus da 600 euro. In tutto ha chiesto aiuto il 17 per cento, ma solo il 6 ha ricevuto il contributo statale. Un altro 9 per cento non ha ancora fatto domanda, ma intende farlo. Uno su 4 insomma dice di aver bisogno delle misure di sostegno, mentre il 72 per cento per il momento non ne sente la necessità.

C’è un moderato ottimismo sul comportamento dei cittadini e detto per implicito sulla gestione della fase 2 e i rischi di un secondo lockdown. Il 43 per cento risponde che gli italiani si comportano in modo responsabile contro il 38 che ha una visione opposta. In particolare i pareri positivi sono al Nord, quelli negativi al Centro-Sud nonostante il ridottissimo numero di sanzioni durante la fase 1 di lockdown totale e nonostante la gran parte dei contagi si siano registrati proprio nel Settentrione.

Com’è cambiato, per finire, il modo di spostarsi degli italiani? Il fatto che oltre la metà risponda che per un po’ non userà i mezzi pubblici fa capire anche perché la fase 2 per il momento non faccia emergere particolari problemi. Questo però non sembra rispecchiarsi totalmente nel rapporto con l’auto privata: solo il 17 per cento risponde che la usa di più rispetto a prima della pandemia.

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