La regolarizzazione dei lavoratori stranieri sul tavolo del governo. Per parlare della questione e cercare di trovare un punto di incontro, nel pomeriggio si sono incontrati la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, quella del Lavoro Nunzia Catalfo, quella dell’Interno Luciana Lamorgese e il responsabile del Mezzogiorno Giuseppe Provenzano. Secondo le ultime indiscrezioni, una delle ipotesi sarebbe quella di far rientrare la regolarizzazione, sulla quale spinge da alcune settimane la titolare di Italia viva all’Agricoltura, già nel decreto maggio. I più freddi sull’argomento sono i 5 stelle, mentre Pd, Leu e Italia viva potrebbero fare asse. Gli equilibri però sono molto delicati e c’è chi teme venga rinviato con lo scopo di far affossare la proposta.

Uno dei nodi è quello dei numeri. Per la renziana Bellanova, la misura dovrà riguardare 600mila persone: sia lavoratori dell’agricoltura, ma anche colf e badanti. Sul fronte Pd si parla di numeri più piccoli, ma i segnali che arrivano sembrano andare comunque nella direzione dell’approvazione della misura. Intanto in serata ha parlato la Bellanova, ribadendo la sua posizione: “A tutti, italiani e stranieri, deve essere garantito lavoro legale e retribuito”, ha scritto su Facebook in serata la ministra. “Anche perché se queste persone saranno costrette a rimanere nei ghetti, irregolari e invisibili, sarà un rischio enorme per la loro salute e per quella dei cittadini italiani“. Poco dopo è intervenuto il ministro del Mezzogiorno Provenzano: “C’è un tema in agricoltura che è un’emergenza da risolvere non più procrastinabile“, ha detto durante una diretta Facebook sulla pagina delle Sardine. “Dobbiamo ora portare anche nei campi quei diritti negati a chi ci lavora. La regolarizzazione e l’emersione del lavoro nero non solo risponde ad un’esigenza di giustizia, ma è anche un incentivo a fare ulteriori passi di modernizzazione al settore agricolo”.

Intanto il leghista Matteo Salvini si prepara a lanciare la sua campagna: “Il governo”, ha dichiarato in una diretta Facebook, “sta lavorando a una maxi sanatoria per immigrati clandestini, a una regolarizzazione di massa di immigrati clandestini, è vero, anche se non l’abbiamo sentito su nessun telegiornale, il Tg1 non ha detto niente, il TG7 non ha detto niente”.

Bellanova e Lamorgese si sono confrontate nelle ultime settimane sulla definizione di un provvedimento che prevede il rilascio di un permesso di soggiorno stagionale rinnovabile a fronte di un contratto di lavoro. La titolare del Viminale non ha però in mente i 600mila stimati dalla collega. Si parla di una cifra più bassa, pari a circa un terzo. Nelle intenzioni della ministra dell’Interno occorre partire dal dato più urgente, che è quello di assicurare la raccolta nei campi e, nello stesso tempo, dare respiro a situazioni pericolose come i ghetti di Puglia e Calabria, popolati di invisibili dalle condizioni sanitarie difficilmente controllabili in piena emergenza coronavirus. La regolarizzazione, inoltre, per Lamorgese, includerebbe anche i lavoratori italiani in nero. Sia Bellanova che Provenzano sono per inserire colf e badanti nella sanatoria, cosa che allargherebbe non di poco la platea degli interessati. E che probabilmente renderebbe la misura meno digeribile all’M5s.

Secondo Cia-Agricoltori Italiani l’intervento porterebbe nelle casse dello Stato entrate per 1,2 miliardi di euro. Ma, “se non si agisce in fretta”, la regolarizzazione “rischia di avere effetto fra troppi mesi, quando la stagione della raccolta sarà terminata e i prodotti saranno abbandonati nei campi per mancanza di forza lavoro, con la conseguenza per le famiglie di trovare scaffali vuoti nei supermercati”.

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