A circa sette mesi dal voto per le Presidenziali Usa, il candidato dei Democratici, Joe Biden, è in vantaggio di 6 punti percentuali sul presidente Donald Trump. Lo dice un sondaggio di Cbs News/YouGov che dà l’ex vicepresidente durante l’amministrazione Obama al 49%, contro il 43% del candidato dei Repubblicani. Agli americani non è piaciuta la strategia messa in campo dal tycoon nella gestione dell’emergenza coronavirus, tanto che, secondo il sondaggio quotidiano di Rasmussen, il 53% disapprova le scelte del presidente, contro un 46% che si dice invece favorevole.

Il sondaggio Cbs/YouGov, inoltre, mostra che una larga maggioranza delle persone intervistate, il 71%, vorrebbe una delle ex sfidanti di Biden alle primarie democratiche, Elizabeth Warren, come sua vice in caso di elezione. Anche come prima scelta, la Warren supera tutte le altre papabili, tutte donne, visto che l’ex vicepresidente su questo punto ha preso un impegno: la vuole il 36%, contro il 19% della collega Kamala Harris, il 14% di Stacey Abrams, e il 13% della senatrice Amy Klobuchar.

Intanto, Biden continua a lavorare anche per disinnescare le accuse di abusi sessuali mosse dalla sue ex collaboratrice negli anni 90, quando era senatore del Delaware, Tara Reade, uno dei principali ostacoli alla sua corsa per la Casa Bianca. Il Senato Usa, secondo quanto scritto dal Guardian, ha respinto la richiesta del candidato Dem di cercare e rendere noti eventuali documenti relativi a una denuncia di aggressione sessuale che Reade sostiene di aver fatto all’ufficio del personale nel 1993.

Biden, che ha negato con forza le accuse, aveva avanzato la sua richiesta scrivendo a Julie Adams, la segretaria del Senato. Quest’ultima ha però riferito di non avere alcuna discrezionalità per svelare documenti. La campagna di Biden ha risposto con tre interrogativi: il primo è se il Senato può rivelare l’eventuale esistenza dei documenti in questione, il secondo è se esiste qualcuno cui possono essere legalmente mostrati, il terzo se il Senato può rendere pubblica qualsiasi procedura usata dall’ufficio che negli anni 90 sovrintendeva alle denunce per molestie sessuali.

La scorsa settimana Reade è tornata sull’argomento, specificando di aver sporto denuncia e di essere stata poi licenziata. Nel suo racconto dell’epoca, però, dice di non aver accusato esplicitamente Biden di aggressione sessuale: “Ricordo di aver parlato di lui che voleva che gli servissi da bere perché gli piacevano le mia gambe e pensava che fossi carina e questo mi mise a disagio”, ha spiegato all’Ap. “Ero troppo spaventata per scrivere dell’assalto sessuale”. Successivamente la donna ha twittato che la notizia dell’Ap era falsa.

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