Anche Anthony Fauci, come la maggior parte della comunità scientifica internazionale, non crede alla possibilità che il coronavirus provenga da un laboratorio cinese, a differenza di quanto dichiarato dal segretario di Stato Mike Pompeo. In un’intervista al National Geographic, il massimo esperto americano di malattie infettive e membro della task force della Casa Bianca ha spiegato che “guardando all’evoluzione nel tempo tutto indica fortemente che questo virus si è evoluto in natura e poi ha saltato di specie. Se si guarda all’evoluzione del virus nei pipistrelli e a cosa c’è là fuori adesso – ha aggiunto -, le prove scientifiche vanno fortemente nella direzione che il virus non avrebbe potuto essere manipolato artificialmente o deliberatamente”. Intanto gli Usa registrano 1.015 vittime nelle ultime 24 ore: è il dato più basso da un mese a questa parte.

L’ipotesi della creazione del virus in laboratorio è stata anche smentita dall’Oms, che ha sottolineato come gli Stati Uniti non abbiano portato alcuna prova a dimostrazione della tesi e anche la stessa la National intelligence (Dni) – che coordina tutte le agenzie del settore -, “concorda con il largo consenso scientifico che il virus non è stato prodotto dall’uomo o geneticamente modificato”.

Pechino ha sempre negato con forza che lo fose, anche se diverse cancellerie hanno mostrato dubbi sulla trasparenza delle autorità cinesi nella gestione di questa crisi. E oggi anche l’Australia conferma che non ci siano evidenze che suggeriscano che l’Istituto di Virologia di Wuhan sia stato la fonte dell’epidemia. Gli 007 non hanno potuto escludere un ruolo del laboratorio, ma ritengono che la causa più probabile del virus sia il mercato della città epicentro dell’epidemia. Anche il primo ministro australiano Scott Morrison ha detto che il governo non ha forti evidenze che leghino il laboratorio di Wuhan al virus.

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