Trasporti, uffici, mascherine, ma anche scuole e proposte per il rilancio degli investimenti con la richiesta di poteri straordinari sui maxi-appalti. “Oggi bisogna decidere, non è più tempo di aspettare”. La rotta che verrà tenuta dagli enti locali durante la cabina di regia con il governo la imposta il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni. Insieme ai sindaci e ai presidenti di Provincia chiedono una decisione in giornata sulle riaperture in vista della Fase 2. Chi, come, quando: sono le tre domande principali che con Anci e Upi verranno sottoposte al governo durante l’incontro, previsto alle 15 ma iniziato con circa 40 minuti di ritardo.

“Diteci chi fa cosa e con quali risorse” – È questo, insistono, il momento di avere a disposizione un piano dettagliato e definitivo per organizzarsi, ad iniziare dai trasporti, il nodo più critico, soprattutto per le grandi città, come ricordato dal numero uno dell’Anci, Antonio Decaro, e dal sindaco di Milano Beppe Sala: “È chiaro che per noi sindaci è importante capire cosa succederà il 4 maggio e cosa dopo. Per noi il tema è organizzarci”. Anche su mascherine, figli con entrambi i genitori lavoratori e altri 7 punti sottoposti al governo in un documento dai primi cittadini. Con una richiesta precisa: “Diteci chi fa cosa e con quali risorse”.

Cantieri e auto: verso il via libera da lunedì – E poi perché – lo annuncia anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un’intervista a Repubblica – ci sono alcuni settori che potrebbero ripartire già durante la settimana che inizia domani, quindi il countdown è quasi scaduto. “Le manifatture di interesse internazionale, come automotive, moda, ceramica. Le apriamo il 4 o già domani?”, si interroga Bonaccini a Sky Tg24 chiedendo un’indicazione chiara all’esecutivo. Secondo il governatore dell’Emilia-Romagna – e anche secondo le Province – ci sono anche altri settori che possono ricominciare subito: “I cantieri, secondo me, dovrebbero riaprire già da domani o da martedì. Potrebbero riaprire per l’edilizia scolastica, le strade”. Il protocollo per la sicurezza nei cantieri, del resto, è stato definito sabato da parti sociali e ministeri competenti.

Il nodo dei trasporti – Per il resto, il nodo, a una settimana dal 4 maggio, è quello dei mezzi pubblici. Per evitare assembramenti bisognerà “differenziare gli orari delle città”, ricorda Bonaccini. “Il governo – dice – ci consegnerà linee guida sia sui dispositivi di protezione che sul distanziamento sociale e noi le rispetteremo e applicheremo. Bisognerà però organizzarsi per aumentare le corse del trasporto pubblico”. E ancora: “La riapertura dei negozi dovrà avvenire con scaglionamenti di orari, con un arco temporale più lungo per fare i turni e perché sui mezzi pubblici potrà salire molta meno gente di prima”. Un tema sul quale saranno i sindaci a dover lavorare in prima linea. Motivo per cui Decaro è pragmatico: “Abbiamo chiesto di definire la capacità massima di bus e vagoni metro: non si può dire distanza un metro e vietare l’assembramento. Cioè se entrano solo le persone pari al numero dei posti a sedere o se entra un quarto della capacità”.

I sindaci: “Regole certe e chiare” – E la lettera dei primi cittadini a Conte le proposte pratiche da definire in cabina di regia è decisa: “Fin dall’inizio di questa emergenza, abbiamo garantito collaborazione al governo con senso di responsabilità e in un sincero spirito di solidarietà tra istituzioni, che riteniamo doveroso. Oggi, confermando la nostra leale collaborazione, rivendichiamo alcune misure che riteniamo indispensabili per avviare la fase due, per una ripartenza vera, che non lasci indietro nessuno. E lo facciamo con la nostra abituale concretezza”, scrivono. “Ripartire con gradualità secondo regole certe e chiare e misure attuabili si deve ed è possibile. Servono linee guida nazionali sui vari ambiti e settori. Serve definirle ed avere il tempo congruo per prepararsi. Serve più di tutto massima chiarezza e condivisione fra i vari livelli di governo – Comuni – Regioni – Stato – su chi fa che cosa e con quali risorse”, dice l’Anci nel documento intitolato “Ripartire con certezze in sicurezza” e composto di 10 punti. Alcuni li anticipa Decaro: “Ci aspettiamo indicazioni precise sul trasporto, sull’uso delle mascherine, su dove i genitori che tornano al lavoro potranno lasciare i bambini”.

E chiedono poteri “speciali” e appalti semplificati – Non solo. I Comuni chiedono anche “risorse congrue per la spesa corrente alla luce della imponente riduzione di gettito fiscale, con particolare riferimento all’azzeramento delle imposte di soggiorno e di occupazione del suolo pubblico e alla forte riduzione della Tari” e viene proposto anche di “rifinanziare i buoni spesa già erogati dai Comuni e assegnare ai sindaci un plafond di risorse per il sostegno al reddito strettamente legato agli effetti sociali ed economici dell’emergenza”. Oltre alla richiesta di puntare “decisamente e senza indugi” proprio sui Comuni “per la ripresa degli investimenti pubblici”. In questo senso, i primi cittadini “chiedono poteri straordinari di natura commissariale per la realizzazione di opere di valore superiore ad 1 milione di euro e una decisa semplificazione delle regole in materia di appalti di lavori e servizi”.

Province: “Diteci come attrezzare scuole anti-Covid” – L’Upi, l’Unione delle Province italiane, punta invece ad avere in tempi rapidi una risposta sulle scuole: “Gestiamo 7.400 scuole superiori. Abbiamo bisogno di certezze per potere iniziare subito a riorganizzare gli edifici in linea con le indicazioni anti Covid-19 in modo da poter essere pronti per il nuovo anno scolastico”, dice il presidente Michele de Pascale. “Ma siamo anche a piena disposizione per trovare soluzioni sia per assicurare ai ragazzi maturandi la possibilità di svolgere le prove orali di persona, sia a ragionare su possibili esigenze immediate”, specifica. Quanto alla ripresa economica, le Province chiedono le risorse per un piano di investimenti di 2 miliardi sulle stesse scuole, oltre che su strade, ponti e gallerie: “Con cantieri da aprire anche subito – specifica de Pascale – quando le condizioni di sicurezza siano garantite”. Per sostenere questo piano, conclude, “serve una grande operazione di semplificazione delle norme per gli appalti e i contratti pubblici, per potere fare partire gli investimenti con la massima rapidità, sempre tendendo insieme legalità e velocità”.

Confindustria: “Manca poco. Qual è il metodo?” – Chiarezza viene chiesta anche da Confindustria. “È dal 5 aprile che io chiedo qual è il metodo per arrivare alla riapertura e non tanto la data della riapertura e ad oggi non ho ancora avuto una risposta”, lamenta il neo presidente designato Carlo Bonomi. “Stiamo arrivando alla fatidica soglia del 4 maggio senza sapere ancora quale sarà il metodo”, ha detto a Mezz’ora in più su Rai3. E volge lo sguardo anche più in là: “Stiamo tutti pensando alla Fase 2, ma nessuno sta pensando alla Fase 3, quella degli investimenti – continua – Abbiamo necessità di comprare tempo e questa liquidità serve a comprarlo per arrivare alla Fase 3, la fase dei grandi investimenti”. E auspica che venga ripresa in mano “Industria 4.0, maxi investimenti in tecnologia, abbiamo bisogno di sbloccare le opere pubbliche per cui i fondi già ci sono: 35 miliardi”.

La Lombardia riapre i mercati dal 29 – Secondo Bonaccini, comunque, per alcune attività “si prorogherà ancora, avranno un tempo di riapertura un po’ più lungo quelle che mettono in campo il rischio di persone che si incontrano come i bar e i ristoranti”. Un aspetto che, lo ha già detto Conte, è ormai una certezza. Date ancora non ne ha fornite ed è a quelle che puntano a strappare gli enti locali nella cabina di regia con il governo. Anche per scongiurare fughe in avanti in ordine sparso e che inneschino un braccio di ferro. Per dire: la Regione Lombardia ha deciso la riapertura dei mercati scoperti a partire da mercoledì 29. L’annuncio di Attilio Fontana sembra una rivendicazione, una bandierina piazzata davanti al naso di Roma: “Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto. È un altro passo verso la nuova normalità”.

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