L’approvazione dello stato di calamità per il Wyoming a causa del coronavirus da parte del presidente Donald Trump, per la prima volta nella storia americana, fa sì che tutti e 50 gli stati americani siano “under disaster”. Gli Stati Uniti hanno superato i 20mila morti, un quinto dei decessi nel mondo, e hanno quindi sorpassato il numero di vittime dell’Italia. Secondo quanto emerge dalle rilevazioni della Johns Hopkins University sono stati 1.920 i morti nelle ultime 24 ore.

Sono 75mila le vittime in Europa, secondo un calcolo effettuato dall’agenzia France Presse che conferma che il Vecchio Continente continua ad essere il più colpito dalla pandemia. L’80% del totale dei morti è stato registrato in Italia, Spagna e Gran Bretagna. Dopo qualche giorno in cui si erano registrati cali, sono di nuovo aumentate le vittime in Spagna: 619 i morti nelle ultime 24 ore, 16.972 quelli totali secondo quanto annunciato dal ministero della Sanità. I casi di Covid-19 sono 166.019, 62.000 le persone guarite. Oggi la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in un’intervista al quotidiano tedesco Bild ha dichiarato che le persone anziane potrebbero dover rimanere isolamento “fino alla fine dell’anno” per evitare ogni rischio. “So che è difficile, che l’isolamento è un peso ma è una questione di vita o di morte. Dobbiamo essere disciplinati e rimanere pazienti”, ha sottolineato auspicando che un laboratorio europeo riesca ad elaborare un vaccino per il Covid-19 entro la fine del 2020.

Gran Bretagna – Nel giorno in cui il premier britannico Boris Johnson è stato dimesso dall’ospedale, dopo era stato ricoverato in terapia intensiva, nel Regno Unito si registrano altre 737 decessi causati dal coronavirus, portando il numero delle vittime nel Paese a 10.612 secondo i nuovi dati forniti dal ministero della Salute, citato da Cnn. Dall’inizio dell’epidemia sono 84.279 le persone sono risultate positive.

Francia – Nelle ultime 24 ore si sono contati 315 decessi per coronavirus negli ospedali francesi, per un totale di 9.253 morti. A questi vanno aggiunti 5.140 decessi dal 1 marzo nelle case di riposo, per un totale di 14.393. Prosegue il trend positivo del calo di ricoveri in rianimazione: 220 persone sono entrate nel reparto dei casi più gravi e 255 ne sono uscite, per un saldo di 35 pazienti in meno per le terapie più pesanti.

America Latina – Intanto il numero dei contagiati in America latina ha superato oggi quota 60.000, di cui oltre 2.503 morti secondo una statistica elaborata dall’Ansa sulla situazione esistente in 34 nazioni e territori latinoamericani. In appena 36 ore la regione è passata dai 50.037 casi confermati il 10 aprile ai 60.300 odierni. Le vittime sono 442. Il primo paese latinoamericano per numero di contagiati e vittime da coronavirus resta il Brasile, con quasi un terzo del totale continentale (17.857 positivi e 1.124 morti). Seguono l’Ecuador (7.257 e 315), che si distingue per l’alto numero di vittime in rapporto alla popolazione 12 volte inferiore a quella brasiliana, il Cile (6.927 e 73) e il Perù (6.848 e 181). L’elenco dei Paesi con il maggior numero di positivi nella regione continua con Messico (4.219 e 273), Panama (3.234 e 79), Repubblica Dominicana (2.759 e 135), Colombia (2.709 e 100) e Argentina (1.975 e 82). Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha annunciato l’estensione del livello di allerta costituzionale vigente in Venezuela per combattere il nuovo coronavirus di altri 30 giorni. In base all’ultimo rilevamento reso noto dalle autorità sanitarie venezuelane, sul territorio nazionale è stato confermato il contagio di 175 persone, di cui nove sono morte. Il numero dei morti è giunto a 100 in Colombia, dove il ministero della Sanità ha segnalato attraverso il suo rapporto quotidiano l’esistenza di 2.709 persone risultate positive al Covid 19.

Cina – Pechino ha annunciato 97 nuovi casi importati, il numero più alto dall’inizio di marzo. Solo due i casi locali, secondo quanto annunciato dal ministero della Salute cinese. Le autorità sono preoccupate da una nuova ondata portata dall’esterno tanto che le frontiere restano chiuse a quasi tutti gli stranieri. Rimane tuttavia il problema dei cinesi che ritornano a casa dall’estero.
Oggi a Pechino il livello di allerta sulla salute è passato da “verde” (“nessun problema”) ad “arancione”, che prevede l’obbligo di restare in isolamento a casa propria.

Israele – Il ministero della Salute riferisce di oltre 10mila casi di contagio nel Paese e più di 100 morti. Circa un quinto si è verificato a Gerusalemme. Una grande percentuale di casi di Covid 19 coinvolge la comunità ultra-ortodossa che per settimane non ha osservato gli ordini del governo di mantenere le distanze sociali. Le autorità israeliane oggi hanno imposto il coprifuoco nei quartieri ultra ortodossi. Con una dichiarazione il governo ha reso noto che strade di ingresso ed uscita da questi quartieri sarà bloccata a partire da oggi, con polizia e militari a controllare i posti di accesso

Russia – La Russia ha riportato il suo più grande aumento giornaliero nei casi dall’inizio dell’epidemia di Covid-19. In 24 ore sono state confermate 2.186 infezioni in più, per un totale di 15.770 casi, secondo l’agenzia di stampa statale russa Tass.

Corea del Sud – Registrati 32 nuovi casi. Un dato che conferma la tendenza al ribasso delle nuove infezioni nel Paese. Il totale dei casi, secondo quanto riferito dai Centri coreani per il controllo e la prevenzione delle malattie, è salito a 10.512, 214 le vittime, 7.368 i guariti e 13.788 le persone in attesa di sapere i risultati del test per il Covid-19. Ad allarmare il Paese ora sono i possibili contagi di ritorno importati da chi viene dall’estero.

Giappone – Il primo ministro Shinzo Abe ha pubblicato su Twitter un video che lo ritrae intento a leggere un libro, guardare la tv e giocare in compagnia del cane mentre, sull’altra metà dello schermo, compare il famoso cantante e attore Gen Hoshino intento a suonare la chitarra. Il video ha un chiaro messaggio, quello di invitare i cittadini a rimanere in casa. Il numero di casi di Covid-19 registrati in Giappone è infatti aumentato negli ultimi giorni sollevando preoccupazioni sull’adeguatezza delle misure restrittive disposte dal governo giapponese e sulla capacità del sistema sanitario nazionale di affrontare la crisi.

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