Ero proprio qui l’altro giorno a criticare la presidenza del Consiglio che istituisce una task-force anti-fake news (sempre e solo quelle su Internet e sui social) e il premier Giuseppe Conte cosa fa? Fa “nomi e cognomi” e smentisce a reti unificate le bufale (quelle sì) che spacciano sui loro “personal media” i leader dell’opposizione “Salvini e Meloni”. Non so voi, ma mi è venuto di salire sulla sedia davanti alla tv e applaudire (come credo del resto una buona fetta di italiani).

A Enrico Mentana però questo non è piaciuto. Ha detto: “Se avessimo saputo che Conte avrebbe fatto un uso personalistico della conferenza stampa attaccando l’opposizione non l’avremmo mandata in onda quella parte”. Matteo Salvini ringrazia via social per “la lezione di stile ed educazione civica al signor Conte”.

Su Twitter esplode l’hashtag #delusionementana. Ora vorrei ricordare con voi il significato del termine “delusione”, cito dalla Treccani: “Il deludere o l’essere deluso; sentimento di amarezza di chi vede che la realtà non corrisponde alle sue speranze”. Ecco la parola chiave è “speranza”, venir meno alle speranze. Ecco cos’è la delusione. La mia speranza nel sistema informativo italiano era già spenta da parecchio, con una Rai in mano ancora ai partiti e dall’altra due gruppi privati (Mediaset e Cairo).

L’establishment in Italia ha in mano buona parte dell’opinione pubblica italiana. Secondo molti tv e giornali sono nel loro declino (quanti di voi diranno “ma io guardo Netflix”), e invece vi dico che restano ancora la prima grande fabbrica di notizie e soprattutto di “opinioni” anzi peggio, sono una fabbrica di “storie”, e spesso i media sono complici dello “storytelling” dei politici (pensate alla Fox pro Trump oltreoceano, o alla nostra Rete 4 in Italia).

L’establishment ha le sue facce, ma non sono solo quelle dei giornalisti apertamente schierati (mi vengono in mente Mario Giordano o Alessandro Sallusti su tutti). Secondo me i volti dell’establishment sono “belli”, rassicuranti, spesso ignari e inconsapevoli, hanno i volti di professori universitari, ricercatori, studiosi all’estero, presidenti di complessi museali, poi ci sono i vari politici, sindaci, e una schiera di opinionisti di professione, conduttori tv, etc. In Tv si confezionano “versione dei fatti” che condizionano la vita politica ed economica di questo Paese.

Per fortuna c’è qualche eccezione, ma sono poche: Report se andasse in prima serata al posto del Tg1 provocherebbe uno tsunami nell’opinione pubblica italiana inimmaginabile. Non è da sottovalutare quello che è accaduto nelle ultime ore e non è bello quando un politico ringrazia un giornalista. Mentana ha deluso molti: sono infatti circa 14mila i tweet nelle ultime 12 ore e la maggior parte hanno un sentiment negativo.

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