Il Labour Party torna in mano alla Upper Class. Sir Keir Starmer, 57 anni, è il nuovo leader del partito all’opposizione del governo Tory di Boris Johnson, dopo l’addio di Jeremy Corbyn in seguito all’ultima débâcle elettorale. Al fianco dell’ex leader come ministro ombra nei cinque anni di svolta a sinistra del Labour, Starmer si dichiara “socialista”, ma è ritenuto più moderato del suo predecessore: di origini popolari, il politico con il titolo di cavaliere, ottenuto dalla regina a conclusione del mandato come procuratore della Corona, è diventato un avvocato di successo, specializzato in diritti umani. Come da previsioni, ha battuto la concorrenza delle due rivali Rebecca Long-Bailey, corbyniana di ferro, e dell’outsider Lisa Nandy.

Nel suo discorso, il nuovo capo dei Laburisti ha ringraziato per “l’onore e il privilegio” concessogli dai militanti, ha detto di voler guidare “una forza per il bene e per il cambiamento”, ha reso “omaggio a Jeremy Corbyn”, definito “un amico”, per aver diretto “il partito in tempi difficili” e per avergli infuso “nuova energia” attirando numerosi giovani con la sua svolta a sinistra.

Resta da vedere se manterrà le posizioni volute dal suo predecessore. Sembra di no, visto che, ha proseguito, tra i primi obiettivi da raggiungere c’è quello di ricostruire “l’unità” interna, soprattutto con un’ala moderata che poco si sentiva rappresentata dall’hard left corbyniana. Ha inoltre voluto subito chiedere scusa per i rigurgiti di “antisemitismo” denunciati fra alcune sacche del Labour nell’era Corbyn, riconoscendo “il dolore” causato alla comunità ebraica.

In un’intervista di qualche tempo fa, però, Starmer, che non vuole essere chiamato Sir, ha voluto sottolineare che le sue idee hanno una forte impronta socialista. Ha ricordato che suo padre era un operaio e la madre un’infermiera: “Di fatto, le mie origini non sono quelle che la gente pensa, io so cosa significa”.

La sua vice sarà Angela Rayner, 40 anni. Ministra ombra dell’Istruzione sotto l’ormai ex leadership di Corbyn, esponente della sinistra interna, ma di un’ala più pragmatica rispetto all’ortodossia corbynista, ha superato secondo le previsioni nello scrutinio fra gli iscritti gli altri candidati alla carica lasciata libera da Tom Watson prima delle elezioni di dicembre: tre ex colleghi del gabinetto ombra uscente, Richard Burgon, Dawn Butler, Rosena Allin-Khan, e il deputato scozzese Ian Murray. Nata in una famiglia della working-class di Manchester, già ragazza madre a 16 anni, poi assistente sociale e attivista laburista, Rayner è deputata dal 2015.

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