Un messaggio vocale su WhatsApp, 43 secondi. I cellulari che lo ricevono sono quelli di migliaia di cittadini baresi, la voce è del sindaco Antonio Decaro. Dice questo: “Lo so che vuoi uscire, magari starai pensando ‘c’è il sole, mi vado a fare un giro, tanto chi mi deve vedere’. E invece ti sto guardando io, ti stanno guardando gli altri, ti stanno guardando Rocco e Tarquinio. Rocco che voleva tornare a correre ogni giorno sul lungomare e Tarquinio che voleva vedere il Bari in Serie A. E invece non ci sono più, sono morti, sono morti per il coronavirus. Magari sono morti perché sono stati contagiati da qualcuno che è uscito per fare la spesa anche se non era necessario. O da qualcuno che come te è uscito perché voleva vedere il sole. Senti a me, se vuoi vedere il sole stai a casa e guardalo dalla finestra“.

Sindaco, ha deciso di puntare sul terrorismo psicologico come deterrente?
Non so più che fare. Dopo controlli, restrizioni, droni, auto della polizia locale che diffondono l’ordine di stare a casa, ho provato con questo messaggio. Ora non so cos’altro inventarmi.

I suoi colleghi sindaci denunciano che nelle loro città ci sono troppe persone in giro e che i dati di mobilità sono in aumento.
Al Nord c’è un allentamento, è chiaramente percepito dai primi cittadini. Ma anche al Sud non va meglio: qui sono in molti a considerare il Covid un problema lontano, tranne poi cambiare idea quando si ammala un parente o un amico. Se va avanti così a Pasquetta rischiamo di trovarci la gente in strada.

E’ un pericolo concreto?
Certamente. Io sono preoccupatissimo. Faccio una diretta al giorno per dire alle persone di stare a casa. Sui social mi arrivano segnalazioni di persone che si organizzano per trascorrere le feste nelle seconde case in campagna. L’altro giorno ho dovuto organizzare un blocco sulla Statale 16, una strada a sei corsie: abbiamo fatto entrare tutte le automobili nelle stazioni di servizio per far controllare chiunque dalla polizia stradale. Così le persone sanno che durante le feste ci saranno controlli a tappeto anche sulle arterie principali e che blocchiamo chi non ha motivo di uscire di casa.

Preoccupazione comune anche ad altri sindaci?
Sì. Tra colleghi ci sentiamo spesso, abbiamo la nostra chat comune e ognuno di noi ha rapporti personali con altri primi cittadini, che siano di piccole o grandi città non cambia. Negli ultimi giorni ho sentito il sindaco di Alzano Lombardo, spesso sento quello di Codogno, spessissimo Giorno Gori, oggi ho sentito Emilio Del Bono. Ci confrontiamo, ci scambiamo idee e impressioni. E siamo preoccupati: Pasquetta, 25 aprile e Primo Maggio specie al Sud sono da sempre le tappe maggiori della nostra socializzazione. Dobbiamo farlo capire ai cittadini: Natale con i tuoi, Pasqua pure, chiusi in casa.

Bari come Bologna, Piacenza, Milano? Le persone in strada aumentano invece che diminuire?
Oggi ho avuto problemi anche io, come tutti i sabati. Qui c’è stato una sorta di accordo tra le catene della grande distribuzione, che hanno deciso di non aprire i punti vendita di domenica. Per questo motivo di sabato c’è grande affollamento nei mercati rionali e nei supermercati, il che dimostra come ci sia l’abitudine a uscire quotidianamente per fare la spesa, mentre bisognerebbe farlo ogni tre quattro giorni.

Quindi la soluzione è il terrorismo psicologico?
Ammetto che il mio messaggio odierno è un po’ macabro, fa venire l’angoscia. Ma è utile. Bisogna usare più strumenti: da un lato i controlli, le verifiche, le sanzioni; dall’altro ci tocca spaventare le persone.

I suoi video mentre sgrida le persone in giro per Bari hanno fatto il giro del web
Il primo, quello in cui mi sono commosso, era una diretta: mi è sfuggita una lacrima, forse ho sbagliato, non so. Gli altri sono registrazioni, li ho voluti pubblicare per due motivi: per dire a chi sta fuori casa che stiamo facendo molti controlli e per rassicurare chi rispetta le regole. Perché chi sta a casa magari può vedere le persone in giro e credere che i propri sacrifici servano a nulla. E non è così.

Sta passando un messaggio sbagliato, ovvero che l’appiattimento della curva di crescita dei contagi sia una notizia tale da allentare le restrizioni?
Può essere. E’ un momento molto complicato, le persone sono chiuse in casa da tre settimane. Si cerca il pretesto per uscire, anche solo per fare la spesa. Ma è sbagliato. Altro che allentare le misure, dobbiamo tutti stringere. E serve un messaggio chiaro e univoco da sindaci e governo: per venirne fuori il prima possibile, tutti dobbiamo sacrificarci. Non è che teniamo le aziende e i negozi chiusi, blocchiamo l’economia e poi non riusciamo a superare l’emergenza sanitaria perché non siamo in grado di restare in casa.

Maggiori poteri ai sindaci?
No, anzi. Da un mese e mezzo abbiamo ceduto alcune nostre prerogative sterilizzando l’articolo 50 del Testo unico degli enti locali, ovvero il potere di ordinanza. Questo per evitare migliaia di iniziative singole dei sindaci e perché è giusto che sia il governo a dare le restrizioni a seconda dei territori. Noi ci impegniamo a farle rispettare. Questo è l’ultimo sforzo, non possiamo allentare e fermarci ora. Sarebbe una cavolata imperdonabile.

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