Lo aveva anticipato l’Oms e la soglia è stata oltrepassata: i casi di coronavirus hanno superato il milione a livello globale. Le vittime, in tutto il mondo, sono ormai più di 50mila, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. A preoccupare anche oggi è soprattutto la Spagna, che registra un nuovo drammatico aumento nei decessi: 950 morti in sole 24 ore che portano il totale delle vittime a 10.003. In crescita anche i contagi da Covid-19, 8.102 nuovi casi nelle ultime ore per un totale di 110.238, secondo le autorità sanitarie spagnole. E i disoccupati, solo a marzo, sono 302mila in più. Mentre la Germania ha superato la Cina per numero di contagi (oltre a mille decessi), la Francia fa i conti con un’emergenza nell’emergenza, quella delle case di riposo. Il direttore generale della Sanità francese, Jerome Salomon, ha parlato di almeno 884 persone anziane morte per Covid-19 negli istituti di cura. Decessi che non sono stati inseriti nel conteggio delle morti registrate negli ospedali, attualmente 4503, 471 in più rispetto a ieri.

Situazione grave anche negli Stati Uniti, che – riferisce la Cnn citando fonti del Congresso – non invieranno più agli alleati e partner all’estero equipaggiamenti protettivi per il coronavirus a causa delle gravi carenze interne. Il deficit di mascherine e respiratori è tale che gli Usa, il Paese più potente del pianeta, hanno accettato aiuti sanitari anche dalla Russia. Per questo Trump è ricorso oggi nuovamente alla legge di guerra degli anni ’50, il ‘Defense Production Act’, per facilitare la produzione e la fornitura di respiratori. Verranno usate le linee produttive di sei aziende: General Electric, Hill-Rom Holdings, Medtronic, Resmed, Royal Philips N.V. e Vyaire Medical. Lo rende noto la Casa BiancaI morti intanto sono più di 5000 e a New York, la città più colpita dal coronavirus, arrivano 45 obitori mobili, mentre i crematori locali funzionano 24 ore su 24: i morti, nella sola metropoli, sono già 2.373, di cui 391 nelle ultime 24 ore. I casi di contagio accertati sono 92.381, quasi la metà di tutti gli Stati Uniti. E a preoccupare è anche il fronte lavoro: a causa della crisi causata dal coronavirus, le richieste di disoccupazione sono arrivate a 6,648 milioni nella settimana che si è conclusa il 28 marzo. Si tratta del maggior numero di richieste mai presentato nella storia, nota la Cnn, dopo il record di 3,3 milioni di richieste la settimana precedente. Jeff Bezos, amministratore delegato di Amazon, ha donato 100 milioni di dollari alla no profit Feeding America, che garantisce cibo a più di 46 milioni di persone povere. Anche la corsa alle presidenziali si ferma: la convention democratica è stata rinviata da metà luglio al 17 agosto a causa del coronavirus. Chiuso uno dei simboli nazionali, il Grand Canyon, dopo che un impiegato è risultato positivo: ma tutto intorno, in Arizona, restano aperti parrucchieri e campi da golf, ritenuti attività ‘essenziali’ per lo Stato, in controtendenza con la serrata del resto del Paese.

Nelle Filippine, il presidente Rodrigo Duterte ordina di sparare a chi viola la quarantena e il capo del Mossad, Yossi Cohen, si trova in quarantena dopo avere incontrato nei giorni scorsi il ministro della Sanità, risultato positivo. Stesso motivo per cui, dopo essere finita, riparte la quarantena del premier Netanyahu. I servizi segreti israeliani sono infatti stati incaricati dal governo di reperire il materiale necessario per l’emergenza sanitaria. E Vladimir Putin ha annunciato che la sospensione delle attività non essenziali in Russia andrà avanti fino alla fine del mese. Lo stipendio, ha assicurato, sarà garantito. In Iran positivo il presidente del Parlamento.

I numeri – Nel mondo, riferisce il bollettino della John Hopkins University, sono 935.817 i contagi, oltre 50mila i morti e 193.700 i guariti. hanno il maggiore numero di positivi, 215.417. Seguono l’Italia (110.574) e la Spagna (104.118). Gli Usa sono ora al terzo posto per numero di decessi (4.757). Secondo il conteggio di France Presse, la metà della popolazione mondiale è sottoposta a misure di isolamento. Sono oltre 3,9 miliardi infatti le persone costrette o invitate dai loro governi a restare a casa per contenere la diffusione del Covid-19. Queste misure – isolamento obbligatorio o consigliato, coprifuoco, quarantena – riguardano oltre 90 Paesi e territori. L’ultimo, a partire da domani, è la Thailandia che porta così il dato al 50% della popolazione mondiale.

Spagna – I disoccupati a marzo sono 302mila in più. È il più grande delle serie statistiche, superando i quasi 200mila nel gennaio 2002, il mese peggiore finora. Con questo balzo, il numero totale di disoccupati sale a 3,5 milioni. Gli effetti del coronavirus sul mercato del lavoro sono state devastanti in poco più di due settimane, da quando le conseguenze hanno iniziato a farsi sentire. Il Paese, duramente provato anche dal punto di vista sanitario, finora ha registrato 9mila vittime da Covid-19. “Abbiamo raggiunto il picco della curva e stiamo iniziando la fase di rallentamento”, ha detto in Parlamento il ministro della Salute spagnolo, Salvador Illa, dopo la comunicazione di nuovi drammatici numeri sull’emergenza coronavirus in Spagna. Il ministro, riporta El Pais, ha anche rassicurato sulla produzione di ventilatori polmonari annunciando che nei prossimi giorni Seat comincerà a produrne 300 al giorno e l’azienda madrilena Hersill altri 100.

Francia – Nelle ultime 24 ore sono morte 183 persone che porta il totale dei decessi a 1.011. Lo ha annunciato il virologo Emmanuel André nella consueta conferenza stampa, precisando che da ieri si sono avuti 1.384 nuovi casi positivi per un un totale di 15.344 contagi confermati. Ed è polemica con gli Usa su una fornitura di mascherine: presidente della regione Ile-de-France, Valérie Pécresse, denuncia che gli Stati Uniti sarebbero riusciti ad aggiudicarsi uno stock di mascherine cinesi inizialmente destinate alla regione da lei governata, attualmente la più colpita dal coronavirus, con un’offerta più alta.

Germania – Con 84.600 casi di coronavirus, anche la Germania ha superato per numero di contagi la Cina, che attualmente ne conta 82.432, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. In serata si è raggiunta la cifra di mille decessi, secondo il bilancio fatto dalla Dpa sulla base dei dati forniti dai 16 lander: ieri il numero delle vittime era 856.

Regno Unito – Nuovo balzo di 569 morti in più in 24 ore (contro i più 563 di ieri). I decessi totali registrati salgono a 2.921, mentre i contagi passano da 29.474 a 33.718: con un aumento giornaliero di oltre 3800, in lieve calo rispetto ai più 4.324 indicati ieri. I test eseguiti nel Paese sfiorano infine i 163.200, a un ritmo quotidiano incrementato leggermente a oltre quota 10mila. Il governo britannico promette un’accelerazione per arrivare a 100mila tamponi al giorno (contro i 10.000 attuali) e all’intera copertura degli operatori ospedalieri in prima fila entro fine aprile. Lo ha detto il ministro della Salute, Matt Hancock, uscito dall’isolamento a una settimana di distanza dal contagio, a differenza del premier Boris Johnson, che continua a mostrare per ora sintomi dell’infezione, seppure “lievi”.

Olanda – Le vittime salgono a 166. In totale sono 1.339. Le persone ricoverate nelle ultime ore sono 625 per un totale di 5.784. Da ieri si sono avuti 1.083 nuovi contagi che portano complessivamente il numero delle persone positive al Covid-19 a 14.697.

Slovenia – Il numero dei contagi è salito a 897, con 56 nuovi casi accertati nelle ultime 24 ore. Un nuovo decesso ha portato il totale a 16. Come hanno riferito le autorità sanitarie, 29 pazienti sono in terapia intensiva. La preoccupazione maggiore è per le case di cura per anziani, con un nuovo focolaio a Ljutomer, dove nella struttura di ricovero le infezioni confermate sono 33. Come ha riferito l’infettivologa Mateja Logar, tutti i pazienti in terapia intensiva sono ultrasessantenni con patologie pregresse, con l’eccezione di un trentottenne, l’unico paziente senza malattie croniche.

Malta – Sull’isola del Mediterraneo fino ad ora sono stati registrati 195 contagi, e per velocizzare la ricerca del virus si è dotata di una delle prime macchine robotizzate per verificare la positività. L’attrezzatura è stata presentata al pubblico durante una visita del vicepremier e ministro della Sanità nonché medico, Chris Fearne, al Policlinico universitario Mater Dei. Il macchinario, stando a quanto è stato indicato dal ministro che ha assistito alle fasi finali dell’installazione, da domani potrà completare 800 test al giorno.

Stati Uniti – New York fatica a gestire il crescente numero di vittime. Scarseggiano il personale, i sacchi per i cadaveri e i posti dove metterli. Per questo ha acquistato 45 obitori mobili, mentre i crematori locali sono stati autorizzati a restare in attività 24 ore su 24. Le unità mobili, scrive il New York Times, sono già state mandate in ospedali come il Brookdale Hospital di Brooklyn, dove un medico ha riferito che il flusso di corpi è “come un nastro trasportatore”.

Dall’altra parte del Paese, il sindaco di Los Angeles ha ordinato a 4 milioni di residenti di indossare una mascherina o una protezione per il viso (bandane incluse) per proteggersi dal contagio. E negli Usa è allarme per il materiale sanitario che inizia a scarseggiare, tanto che a New York è arrivato un aereo carico di aiuti umanitari proveniente dalla Russia. “Dobbiamo lavorare insieme per battere il Covid-19. Per questo gli Stati Uniti hanno accettato di acquistare alla Russia materiale protettivo di cui avevamo urgentemente bisogno”, ha spiegato in un tweet il segretario di Stato americano Mike Pompeo. E il New York Times scrive che, nonostante Trump abbia garantito che il Paese ha migliaia di ventilatori pronti all’uso, altre migliaia si trovano in magazzini, senza manutenzione e inutilizzabili.

Iran – Il presidente del Parlamento Ali Larijani è risultato positivo al test e si trova al momento in quarantena.

Filippine – Il presidente Rodrigo Duterte, ha ordinato alle forze di Sicurezza di sparare “a morte” a chiunque causi “problemi” nelle aree chiuse a causa della pandemia di coronavirus. Ma il capo della polizia, Archie Gamboa, ha detto che gli agenti non lo faranno. Circa la metà dei 110 milioni di persone del Paese è attualmente in quarantena, compresi milioni in condizioni di povertà elevata, lasciati senza lavoro a causa di forti restrizioni alla circolazione.

Israele – A poche ore dalla fine della sua quarantena, il premier Benyamin Netanyhau è costretto a tornare in isolamento dopo aver avuto contatti con il ministro della sanità Yaakov Litzman risultato la notte scorsa positivo al coronavirus. Resterà in isolamento fino a mercoledì prossimo, a patto che i test a cui sarà sottoposto siano negativi. Il premier era uscito ieri dall’isolamento dopo che una sua collaboratrice era stata dichiarata positiva nei giorni scorsi. Anche il capo del Mossad, Yossi Cohen, a seguito dei suoi contatti col ministro della Sanità, ha avuto istruzione di mettersi in quarantena, ma il test è risultato negativo.

Turchia – Salgono a 18.135 i casi di coronavirus, dove nelle ultime 24 ore si registrano 2.456 contagi su 18.757 tamponi effettuati. Altre 79 persone sono decedute in un giorno, portando il totale delle vittime registrate a 356. I pazienti in terapia intensiva sono attualmente 1.101, di cui 783 intubati. Le persone guarite salgono invece a 415.

Eritrea – Il governo ha imposto il confinamento a casa di tutta la popolazione per 21 giorni. Al momento sono 18 i casi, uno di origine locale. Si potrà uscire solo per fare la spesa e recarsi in farmacia. Sono esentati coloro che svolgono lavori essenziali e i residenti di zone rurali che lavorano nell’agricoltura. La maggior parte degli impiegati pubblici rimarranno a casa. Scuole e trasporti pubblici sono sospesi, così come i mercati. Le forze di sicurezza e “comitati di vicini” veglieranno sul rispetto delle regole. Fra i paesi più chiusi all’esterno del mondo, con un regime sotto accusa per le violazioni dei diritti umani, l’Eritrea viene sopranominata la “Corea del Nord africana”. La relatrice Onu per i diritti umani in Eritrea, Daniela Kravetz, ha chiesto all’Asmara la liberazione dei prigionieri politici e detenuti per reati minori per ridurre l’affollamento delle carceri, dovevi è un rischio di propagazione del contagio.

Tunisia – Il governo registra altri 33 nuovi contagi da coronavirus che portano a 455 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo rende noto in un comunicato il ministero della Sanità di Tunisi precisando che i decessi ufficiali sono ormai 14. Cinque i guariti, mentre sono 2637 le persone in quarantena, ancora in osservazione.

Sudafrica – Una clinica di Johannesburg è stata chiusa dopo che un’infermiera è risultata positiva al coronavirus, come riporta Bbc Africa. L’operatrice sanitaria ha probabilmente contratto la malattia Covid-19 dopo aver partecipato a una funzione religiosa in un’altra provincia il mese scorso. Gli operatori sanitari che hanno lavorato con l’infermiera sono ora in autoisolamento, in attesa dei risultati del test. Oltre 60 persone presenti alla stessa messa cui la paziente ha partecipato sono risultate positive al virus e un pastore religioso anziano è morto per complicanze legate all’infezione.

Nigeria – Un giovane di 28 anni che aveva violato le misure restrittive dovute al coronavirus uscendo in macchina è stato ucciso dalle forze dell’ordine incaricate di far rispettare il confinamento in vigore. Lo si è appreso da fonti locali. “Il governo dello Stato del Delta ha chiesto l’apertura di un’inchiesta sul presunto omicidio di Joseph Pessu, a Warri, da parte delle forze di sicurezza in regolare pattugliamento”, ha dichiarato il ministro dell’Informazione Charles Aniagwu chiedendo “alla popolazione di mantenere la calma”

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